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Il Commisso furioso «Disgustato, basta aiutini alla Juve»

Il presidente della Fiorentina attacca l’arbitro per il secondo rigore ai bianconeri e provoca la reazione di Pavel Nedved: «Parole che fanno male al calcio»

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TORINO. L'ira di Commisso, «disgustato dal secondo rigore e dagli aiuti che concedono gli arbitri alla Juventus», la risposta a tono di Nedved, arrabbiato «perché si sta usando un po’ troppo la scusa degli arbitri quando la Juve vince sul campo. Siamo stufi». Clima incandescente dopo il 3-0 con cui la Juventus ha superato la Fiorentina, con i viola contro l'arbitro Pasqua e i bianconeri pronti a difendere la vittoria.

«Una squadra come la Juve, che vale 350 milioni, non ha bisogno degli aiuti degli arbitri - ecco l'invettiva del presidente della Fiorentina -, è fortissima, lasciate che la partita la vinca sul campo. Non è giusto per il calcio italiano, queste gare vanno in tutto il mondo, quando vedono queste porcherie cosa pensano? Sono disgustato, le gare in Italia sono decise dagli arbitri, non si può andare avanti così. Con l'Inter non ci hanno dato un rigore, con il Genoa lo stesso, e oggi due contro».

Parole pesanti che hanno scatenato la reazione del vice-presidente bianconero Pavel Nedved: «Capisco che Commisso sia su di giri, ma non si fanno certe dichiarazioni, fanno male al calcio e allontanano la gente dagli stadi. La Juve ottiene risultati giocando bene, facendo tutto sul campo per vincere. Dobbiamo smetterla quando si gioca contro la Juve di farsi degli alibi, di usare la scusa degli arbitri».

Rocco e i suoi fratelli. È arrivato sei mesi fa sul pianeta calcio italiano, catapultato dal suo passato di emigrante-imprenditore alla presidenza della Fiorentina, confessando candidamente di aver tifato Juve e di essere in fondo ancora sostenitore della Vecchia signora. Ironia della sorte - e della lunghissima rivalità con i viola - Rocco Commisso ha scelto proprio la Juve per il primo sfogo anti-arbitri, come fosse sempre vissuto nella Serie A. Le parole del tycoon calabro-statunitense hanno suscitato la risposta dura di Nedved, ma anche la solidarietà degli antijuventini di tutta Italia, non solo da Firenze, e le repliche dei sostenitori juventini. Il tono delle accuse di Commisso sa di polemica d'antan, priva del pur minimo accenno all'innovativa incidenza delle tecnologie, e tutta incentrata sull’aiutino; ma le reazioni dei tifosi si avvalgono dei social, riproponendo dietro a Commisso l'antica divisione tra juventini e anti. E nasce l'hashtag #fermiamostapagliacciata. 'Se vuoi aiutare il calcio italiano, fai come Commisso", "Onore a Commisso, e tutti gli altri presidenti muti...", alcuni dei tweet. Tra accuse e controaccuse, offese becere, ironie e leoni da tastiera, non conta se e quanto le accuse di Commisso siano fondate: conta dividersi e tornare a litigare attorno a un rigore per la Juve. L'accusa più ricorrente è "vergogna", la risposta più gettonata "non sapete perdere". Sui social l'altra metà dell'Italia, quella che non tifa Juve - anzi è 'contro' - si è scatenata in una solidarietà a Commisso che a Firenze deve aver già visto crescere le sue quotazioni, nonostante il pesante 0-3 in casa Juve. "Commisso for president", scrive un tifoso viola sui social. Ma anche risposte dure e un botta e risposta tra un tifoso bianconero e Ceccherini, autore del contatto con Bentancur da cui è nato il secondo rigore: "Sei scarso, questa è la verità", dice il primo, "se state sul c....a tutta Italia un motivo ci sarà", la risposta del difensore viola, poi rimossa dal suo profilo di Twitter.

Commisso invece non sembra intenzionato a far passi indietro. Anzi, in serata rincara la dose: «Nedved chiuda la bocca e non parli con me. Io non parlo con Nedved, parlo semmai col suo presidente». —

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