Gioco
Principi di Galles, eleganza e dominio L’Italia candidata al solito cucchiaio
Gli azzurri del nuovo corso di Franco Smith restano a secco Ma il ct non si abbatte: tante buone cose, siamo all’inizio
Quanto è piccola l’Italia del nuovo corso di Franco Smith che contro il Galles non riesce a segnare nemmeno un punto (non era mai successo contro i Dragoni) e perde 42-0 con il secondo peggiore passivo di sempre (nel 2016 qui finì 67-14, -53). Il prezzo del biglietto lo ripaga Dan Biggar al 30’ del primo tempo quando manda l’ala Adams in meta con un passaggio in mezzo alle gambe, senza guardare, una magìa che manda in visibilio i 69mila del Principality. Adams, che di mete alla fine ne farà tre, ripartiva dalle 6 segnate al mondiale giapponese di tre mesi fa. Non un pivellino. Le altre segnature gallesi sono di Tompkins e North, tre i piazzati di Biggar.
«Credo che ci siano state tante buone cose, in mischia e rimessa e laterale, ma avremmo dovuto sfruttare meglio i palloni conquistati. Per tre volte superata la linea del vantaggio siamo stati puniti nel punto di incontro, altre sei abbiamo calciato male il possesso», dice il ct azzurro Franco Smith. «Siamo all’inizio di un percorso, questa è la prima partita vera che giocano i ragazzi sotto la mia guida, il Galles, che è una grande squadra e che ha mantenuto le linee di gioco di prima anche con il nuovo ct Pivac, ha avuto una partita ufficiale, con i Barbarians, per provare nuovi assetti. E, comunque, questa è la squadra che tre mesi fa ha giocato una semifinale mondiale». Non è una scusa. A chi gli chiede perché non ha fatto piazzare i calci che potevano essere messi per addolcire il punteggio risponde: «Sarebbe stato meglio perdere 42-3? O era meglio provare quello che potevamo fare?». Poi però sulla touche è arrivato un turn over che ci ha penalizzato. «Quella è una cosa che vorrei rivedere – dice Alessandro Zanni 36 anni appena compiuti, 118 cap – il Galles non difende in modo limpido, forse dobbiamo essere più smaliziati». «In touche dobbiamo aggiustare qualcosa – dice il fiorentino Niccolò Cannone, primo cap – ma io sono soddisfatto della mia prestazione, esordire qui è stato emozionante, stendere Wyn Jones anche, perché giocare contro questi mostri sacri non può che farmi crescere». «Cannone e Fischetti hanno avuto un buon impatto sulla partita, il loro esordio è stato buono», conferma Luca Bigi, capitano azzurro.
Tenere più il pallone e attaccare gli avversari per poter difendere meno era l’idea. «Il piano di gioco? Se guardate bene abbiamo creato spazio per le ali, abbiamo avuto la volontà di spostare la palla, dobbiamo essere un po’ più imprevedibili», dice ancora Smith. «Sì – conferma Carlo Canna schierato come secondo regista – dobbiamo spostare di più il gioco essere più incisivi. Mi piace questo ruolo, giocare palla in mano. In difesa abbiamo sbagliato sulla prima meta del Galles, stavamo troppo stretti e Adams ci ha infilati. I calci lunghi? L’ordine era attaccare solo dalla metà campo in poi e di tenerli lontani, dovevamo essere più precisi e non favorire il loro contrattacco». «Sono contento di aver giocato finalmente una vera partita, domenica prossima siamo a Parigi con la Francia, lunedì iniziamo la preparazione, sarà un’altra battaglia”, dice ancora Smith e elogia il lavoro che ha portato la Under 20 a battere il Galles venerdì per 17-7. «Inserire i giovani è un processo che va incoraggiato, ed è quello che verrà fatto nei prossimi quattro anni. Intanto da questo Sei Nazioni dobbiamo mettere le basi per trovare gli appoggi su cui basare il nostro gioco». «No, Smith non è stato duro con noi nel dopo partita, anzi ci ha caricati di più in vista della Francia», dice Cannone e sorride pensando a nuovi scontri. —
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