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LA SFIDA DELLO STADIUM 

Occhio Fiorentina, a pranzo Milady ha fame Iachini: rimaneggiati, ma voglio l’impresa

Brunella Ciullini
Occhio Fiorentina, a pranzo Milady ha fame Iachini: rimaneggiati, ma voglio l’impresa

Sarri: chiedo alla Juve di riflettere sui cali d’intensità, io voglio vincere qualcosa qui. I viola si difendono bene e sono tosti

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Contro la Juventus a caccia di impresa. La Fiorentina accompagnata dal presidente Rocco Commisso è partita per Torino con questo obiettivo anche se l'impegno si annuncia proibitivo per la forza della capolista e perché i viola sono in assoluta emergenza: per squalifica mancheranno Caceres e Milenkovic e per problemi fisici Castrovilli e Ribéry cui vanno aggiunti i neo acquisti Duncan e Kouame. «Parlare di emergenza forse è poco - ironizza Iachini - Ma niente alibi anche se non capisco perché noi abbiamo giocato in Coppa Italia mercoledì e la Juve ha avuto tutta la settimana per prepararsi. Penso che avremmo dovuto disputare la Coppa tutti assieme. Comunque ai ragazzi ho chiesto di scendere in campo con coraggio e personalità, avendo rispetto ma non paura. Non bisogna giocare timidi bensì a petto in fuori e testa alta, perché serve la partita perfetta». E pure un arbitraggio all'altezza: «Contro Napoli e Genoa non siamo stati fortunati e neppure con l'Inter contro cui poteva starci un rigore - sospira il tecnico viola - speriamo di riprenderci qualcosa più avanti. La Juve è la mia bestia nera? Visto quanto ha vinto negli ultimi anni direi che lo è stata un po' per tutti - sorride Iachini che con i bianconeri, da allenatore, ha ottenuto un solo punto in 8 confronti - Avessi potuto scegliere avrei preferito affrontarla fra un mese e al completo, però essendo uno che dà e pretende molto ai ragazzi ho chiesto di cercare l'impresa, quando si indossa la maglia della Fiorentina non si deve mollare di un centimetro. Pertanto mi aspetto massima attenzione contro campioni come Ronaldo o Dybala che ho allenato giovanissimo a Palermo e oggi è uno degli attaccanti più forti al mondo». Sul mercato: «Sono arrivati giocatori di mio gradimento per il presente e il futuro ma vorrei dire che la società avrebbe voluto fare pure qualcosa in più per questa stagione, purtroppo non ci è riuscita per vari motivi. Comunque il lavoro fatto dimostra quanto la proprietà ci tenga». Tra i convocati due neo acquisti (il difensore Igor che potrebbe debuttare subito, e il centrocampista colombiano Agudelo) e il baby difensore Dalle Mura.

SARRI E LA DIFESA

Perdere una partita è «pesante», per di più giocando male. Farlo alla Juventus, dove i tifosi si conquistano con i risultati, lo è ancora di più. Maurizio Sarri si scrolla di dosso le polemiche per le parole d'affetto per i giocatori del Napoli, sentimento «ovvio» - sostiene - per chi lo ha aiutato a scalare le vette del calcio, e chiede alla sua squadra di «riflettere». Contro la Fiorentina vuole un'altra prestazione, per tornare a fare punti e tenere a distanza le inseguitrici. «Vorrei essere ricordato per aver vinto qualcosa, anche se qui è un'abitudine - aggiunge - ma vorrei vincere qualcosa di importante...». La strada è quella giusta, nonostante il feeling con l'ambiente non sia ancora sbocciato del tutto. «Dopo domenica i tifosi erano giustamente arrabbiati per il brutto risultato e la brutta prestazione», ammette Sarri, che dice però di non essere preoccupato. «Il percorso finora è buono: abbiamo fatto meglio in Champions e in Coppa Italia rispetto all'anno scorso, ma tutti noi abbiamo la sensazione che si possa crescere. Non ci sono dati preoccupanti ma partite sì, come in Supercoppa e con il Napoli, che sono arrivate tutte e due alla fine di un ciclo. Questa può essere una indicazione. In una fase della stagione dopo il vantaggio calavamo di intensità, ma nell'ultimo periodo la squadra mi sembrava in evoluzione. A Napoli ci siamo ricascati - è l'analisi del tecnico - quindi è logico che si debba innescare un livello di reazione superiore. La Fiorentina difende con una intensità, una densità e un'applicazione non comuni, difesa bassa e ripartenze, dovremo far girare la palla e posizionarci bene». —

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