Sicurezza
Kenin, il trionfo della predestinata A 7 anni si allenava con le big...
E’ il primo Slam della ventunenne statunitense ma nata un po’ per caso a Mosca Perde il primo set, poi travolge la Muguruza. E da domani sarà numero sette al mondo
MELBOURNE. Al primo tentativo Sofia Kenin, ventuno anni, statunitense di origini moscovite, ha fatto centro, conquistando gli Australian Open di tennis che la opponevano alla più navigata spagnola Garbine Muguruza.
Sul cemento di Melbourne, Sofia, numero 15 del ranking e 14 del seeding, si è imposta come fanno le grandi dello sport: con una straordinaria in rimonta, infliggendo all'avversaria - che si era presa il primo set per 6-4 - un perentorio doppio 6-2. Dopo due ore e tre minuti di una partita molto tirata la Muguruza, numero 32 della classifica Wta (ma salirà al sedicesimo posto dopo le due settimane australiane) ed ex regina del tennis mondiale, ha potuto solo inchinarsi alla grinta e alla determinazione sfoderate della giovane avversaria.
La spagnola puntava al terzo Slam della carriera, dopo avere vinto il Roland Garros a Parigi nel 2016 e Wimbledon a Londra nel 2017. Ha fallito il tris. Con il risultato maturato in Australia, da domani Sofia entrerà per la prima volta nella top ten della classifica Wta, divenendo la più giovane del proprio Paese negli ultimi 21 anni: prima di lei l'impresa era riuscita a una certa Serena Williams, nel lontano 1999. Alla Kenin toccherà la settima piazza. E a soli 21 anni. Prima di Melbourne non era andata oltre gli ottavi al Roland Garros 2019, adesso è diventata la ragina di uno Slam. A fare la differenza, fra le due contendenti, è stato il servizio, che ha penalizzato Muguruza. La tennista spagnola ha chiuso con 9 ace e 8 doppi falli (compreso quello in occasione del match-point), appena il 57% di prime in campo con il 74% dei punti conquistati. La Kenin, dal canto suo, ha avuto il merito di avvantaggiarsi sulle palle-break, mettendo a segno colpi di gran classe che hanno annichilito l'avversaria. A fine partita l'emozione era tutta dalla parte della vincitrice. «Ringrazio il mio team, mio padre e tutti quelli che mi hanno permesso di vivere le due settimane più incredibili della mia vita - le parole della Kenin -. I sogni possono diventare realtà, credetemi: provateci fino in fondo. Il mio si è avverato qui, a Melbourne, oggi».
Si è avverato così il grande sogno di Sofia, la ragazzina nata a Mosca ma cresciuta in Florida che a soli sette anni si allenava con Kim Clijsters e Anna Kournikova, con Jim Courier e Martina Navratilova, sperando di diventare la nuova Sharapova.
I suoi genitori, papà Alex consulente informatico, mamma Jelena medico, avevano lasciato l’Unione sovietica prima della caduta del muro, Sofia (che in realtà si chiama Sonja) è nata a Mosca durante un viaggio di lavoro del padre in Russia, ma è cresciuta in Florida, a Pembroke Pines, aggiudicandosi da junior anche l’Orange Bowl under 14 e arrivando in finale agli Us Open under 18. La Muguruza, sempre nel dopopartita, ha fatto i complimenti all'avversaria, sottolineando che «Sofia ha meritato di vincere, perché ha giocato una partita incredibile». —
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