Il dolore
Ecco l’Italrugby dall’accento toscano Cannone e Paoletti le scelte di Smith
Domani (ore 15,15, diretta DMax) l’esordio nel torneo più antico in casa del Galles. Le altre novità saranno Braley e Zilocchi, tornano Lovotti e Minozzi
Per la prima partita del dopo Brexit, contro una squadra che non è più europea, Franco Smith fa il rivoluzionario. Nella sua formazione d’esordio da ct della nazionale di rugby impegnata nella Sei Nazioni con il Galles (domani alle 15,15, diretta su DMax) sposa la via del rinnovamento schierando dal primo minuto un gioiello tenuto senza ragione lontano dalla nazionale maggiore: Niccolò Cannone, fiorentino, 22 anni, una montagna da 1 metro e 96 per 125 chili. Non basta, della pattuglia degli equiparati, gli stranieri di nome e di fatto schierabili con gli azzurri perché in Italia da almeno tre anni, nel primo XV resta solo Steyn, mentre tutti gli altri, anche Braley che esordisce dal primo minuto alla guida del pack, hanno passaporto italiano per avi, madri, padri. Hayward e Budd, equiparati prima titolari, vanno in panchina. Minozzi riconquista la maglia numero 15, quella con cui sta facendo bene con Wasp in Inghilterra. Non è una sorpresa, lo è invece il cambio totale di strategia di Franco Smith per quanto riguarda i tre-quarti. Tramonta l’era di Mike Catt, gioco inglese, poca fantasia, molto rigore, Canna che sembrava destinato a perdere il posto in azzurro cambia pelle e si trasforma nel secondo regista schierato a 12 con Morisi a fare coppia con lui sui centri. «Ci serve fantasia nell’attacco, e poi Canna non si può lasciare in panchina», dice Smith. L’apertura resta Allan, ma con tutta probabilità sarà Canna a piazzare. Novità anche in prima linea con fiducia a Zilocchi che bene sta facendo nelle Zebre, mentre pilone sinistro torna Lovotti. Il più vecchio in campo sarà Alessandro Zanni, friulano duro e silenzioso, 117 presenze azzurre. «Sono ancora qui, incredibile no?», scherzava alla presentazione del Sei Nazioni. In panchina arriva Fischetti, anche lui 22 anni, a un passo da esordire con gli All Blacks al Mondiale è restato a bocca asciutta per colpa del tifone Hagibis. Si rifarà domani entrando al Principality davanti a 80mila tifosi. Anche nel Galles del nuovo ct Pivac un esordio, McNicholl all’ala. La vera novità è North, un toro, spostato da ala a centro per scardinare la difesa azzurra in prima fase. Con Cannone e Fischetti arriva in nazionale la nidiata del 1998, quella dell’Under 20 delle meraviglie. Con Cannone torna in azzurro Firenze, mancava dal 2001, Tino Paoletti, pilone nei primi due Sei Nazioni. «Mi piace la sua grinta, la sua potenza», dice di lui Smith. Niccolò non viene dai Medicei, la sponda Cus Firenze del rugby fiorentino, ma dalla Florentia, società nata appena sei anni fa dalla fusione di Bombo e Firenze Rugby Club. Ha avuto allenatori di nuova generazione come Gregorio Ciampa e se n’è andato presto destinazione Accademia, prima, poi Petrarca e Benetton, qui come permit player. Lo dipingono una forza della natura, devastante nel contatto. —
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