La protesta
Cos’ha fatto Barella Il gioiello da fuori punisce la Fiorentina E si vede Eriksen
L’Inter schiera tutti i nuovi ma va in semifinale grazie agli italiani La squadra di Iachini ci mette grinta e intensità, ma punge poco
MILANO. Conte lucida tutta l’argenteria del mercato: Young, Eriksen e poi Moses. L’Inter è diventata una squadra profondissima, ma se ha raggiunto la semifinale di Coppa Italia deve ringraziare il suo italianissimo centrocampo: Candreva e Barella, che con i loro gol hanno spento le velleità di una Fiorentina che ha giocato come voleva Iachini: senza paura, intensa, anche se non pericolosissima davanti. L’Inter sta cambiando pelle e qualche problema tattico lo deve risolvere, ma intanto è in corsa per tutti gli obiettivi.
Inizio spavaldo della Viola, come Iachini aveva chiesto: dopo 4’ Lirola sfiora il palo con un diagonale maligno. L’Inter fa una fatica maledetta, perchè la scelta di Conte di schierare Sanchez alle spalle delle due punte non paga: il cileno non riceve mai palloni puliti in mezzo al densissimo centrocampo della Fiorentina e dunque il gioco ristagna, con Candreva e Young che raramente arrivano al cross. Dall’altra parte, invece, Iachini applica il suo credo operaio: tutti dietro la linea della palla e ripartenze veloci, affidate a Chiesa e Vlahovic. Al 44’, quasi per caso, il vantaggio nerzzurro: percussione di Candreva, Ceccherini scivola e imganna anche Terracciano in uscita, l’ala nerazzurra appoggia comodamente in rete. Meglio, molto meglio l’Inter nella seconda parte. Lautaro e Sanchez sfiorano il raddoppio in quattro minuti. Iachini prova a dare la scossa. Cutrone per Badlj con uno schieramento a tre davanti. Al 57’ miracolo di Terracciano che leva dalla porta il colpo di testa di Vecino innescato dall’ottimo Young. Al 60’, inatteso, arriva il pari viola: angolo di Chiesa, Caceres prende il tempo a lautaro e di testa batte Handanovic. Sbanda l’Inter: al 65’ miracolo di Handanovic che chiude la strada a Vlahovic solissimo al centro dell’area. Subito dopo boato del Meazza per Eriksen, nuovo idolo nerazzurro, che rileva Sanchez. E l’ingresso del danese porta bene: cross da destra di Candreva, respinta corrta della difesa viola e gioiello in corsa di Barella, che si esterno da 25 metri centra l’angolino, davvero favoloso. Poi Eriksen imbecca Lautaro che la mette dentro, ma in fuorigioco. —
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