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Triste tramonto australiano per gli azzurri: il “martello” Sandgren fa fuori anche Fognini

Vezio Trifoni
Fabio Fognini al termine del match perso in quattro set contro l'americano Tennys Sandgren, confermatosi bestia nera degli azzurri, visto che nel secondo turno del torneo aveva eliminato Matteo Berrettini
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Fabio Fognini al termine del match perso in quattro set contro l'americano Tennys Sandgren, confermatosi bestia nera degli azzurri, visto che nel secondo turno del torneo aveva eliminato Matteo Berrettini

Lo statunitense, che aveva eliminato Berrettini, si impone in 4 set e bissa il successo ottenuto a Wimbledon

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Sfumano per Fabio Fognini i primi quarti di finale agli Australian Open. Il 32enne di Arma di Taggia, numero 12 del ranking mondiale e del tabellone ha ceduto in quattro set allo statunitense Tennys Sandgren, numero 100 Atp: 76(5) 75 67(2) 64 il punteggio, dopo tre ore e 27 minuti di lotta, in favore del 28enne di Gallatin, nel Tennessee, che eguaglia così il risultato ottenuto due anni fa nello Slam Down Under. L’americano, che al secondo turno aveva eliminato in cinque set anche Matteo Berrettini, numero otto del seeding, ha così confermato il successo colto lo scorso anno al terzo turno sull’erba di Wimbledon, portando sul 2-2 il bilancio dei confronti diretti con il tennista ligure.

Per Fognini - alla tredicesima partecipazione al Major Aussie - restano dunque gli ottavi, raggiunti anche nel 2014 e nel 2018, il miglior risultato in singolare a Melbourne, mentre in doppio vanta uno storico titolo conquistato nel 2015 in coppia con Simone Bolelli. Nella storia di questo torneo sono tre gli italiani ad aver raggiunto i quarti di finale: nel 1935 Giorgio De Stefani, nel 1957 Nicola Pietrangeli e nel 1991 Cristiano Caratti, unico azzurro a riuscire in tale impresa nell’Era Open. Primo set senza “strappi”, anche se Fognini può recriminare per essere stato 0-40 nel terzo game e poi per altre due chance di break non sfruttate nel settimo gioco. Si è andati dunque al quinto tie-break fra i due, nel quale Fabio con un paio di gratuiti è costretto a partire in salita, trovandosi sotto 4-0, poi alzando il livello ha recuperato (3-4) riagganciando sul 5-5 lo yankee, capace però di incamerare la frazione grazie a due diritti sbagliati dall’azzurro, innervositosi per un fallo di piede chiamato sulla prima di servizio nell’undicesimo punto del “gioco decisivo”. Una rottura prolungata, quella del ligure, che ha perso ben 13 punti di fila (compreso un penalty point per aver rimediato il secondo warning) e si è ritrovato in un baleno sotto 3-0 “pesante” e poi 4-0. Sbollita la rabbia e ritrovata lucidità, Fognini ha recuperato uno dei due break (2-4), togliendo qualche certezza all’avversario. Sandgren ha concesso qualcosina con il diritto e Fabio lo ha ripreso sul 4-4, per poi salire sul 5-4. Lo statunitense non ha comunque battuto ciglio, tenendo a zero il turno e poi piazzando un altro “strappo” con una risposta vincente e un passante di rovescio. E ha messo così in saccoccia anche il secondo set. Pure in avvio di terza partita l’azzurro, seguito in tribuna da Corrado Barazzutti, si è trovato sotto di un break, recuperato però immediatamente con aggancio sul 2-2. Da quel momento turni di battuta rispettati, con Fognini che ha saputo risalire da 0-30 nell’undicesimo gioco per issarsi 6-5. Il 28enne di Gallatin, anche se con un problemino muscolare alla gamba sinistra, ha continuato ad essere una “macchina da guerra” al servizio e con un ace (21 alla fine per lui con il 67% di prime messe in campo e il 73% di resa) si è garantito un altro tie-break. Stavolta però è stato l’italiano a dominarlo dopo aver perso il punto di apertura, costringendo spesso al tergicristallo Sandgren, che ha scagliato in rete una risposta di diritto per il 7 a 2 in favore di Fabio.

Nel quarto set è stato il servizio a farla da padrone, fino al decimo game, quando proprio Sandgren è stato capace di piazzare l’allungo decisivo e staccare il pass per i quarti di finale, proprio come due anni fa. E all’azzurro rimane un po’ di amaro in bocca per l’occasione mancata... Sandgren chiude 7-6, 7-5, 6-7, 6-4 e continua a essere la bestia nera del tennis italiano: aveva battuto Fognini già nell’ultimo Wimbledon, e nella prima settimana di Melbourne ha fatto fuori prima Matteo Berrettini poi Fabio. Che con un Federer non al 100% avrebbe avuto una grande occasione.

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di Redazione web