Il dolore
InContentabile: «Inter più forte? Mica compriamo mezzo Real...»
Il tecnico nerazzurro: a ogni entrata corrisponde un’uscita, siamo sempre pochi Young e Moses sono fermi da tanto tempo. Restiamo umili e determinati
MILANO.«È giusto sempre focalizzarsi bene, perché i messaggi che mandate non sono proprio chiari. Sembra che stiamo comprando metà Real Madrid con tutto il rispetto»: Antonio Conte, alla vigilia della sfida contro il Cagliari, ridimensiona aspettative ed entusiasmo dell'ambiente dell'Inter. Conte non cita mai apertamente Eriksen, perché è un'operazione ancora non ufficiale. Conte, però, in attesa del danese, puntualizza strategie e limiti del mercato interista. Con una vena un pò polemica, ricorda quali sono le direttive: «A uscita corrisponde entrata. Ho sempre detto che se fosse arrivato qualcuno era per sostituire un partente. Non dobbiamo perdere di vista la realtà, sono arrivati giocatori che non giocavano da un pò. Abbiamo preso Ashley Young, ha 34 anni, e Victor Moses in prestito, ci vorrà un pò di tempo per metterli a posto. Stiamo cercando di rinforzare reparti che devono essere rinforzati, non so se ci riusciremo con questa strategia di prendere giocatori molto esperti». Domani sarà probabilmente il giorno dell'arrivo di Eriksen a Milano, il danese svolgerà le visite mediche e firmerà il contratto che lo legherà all'Inter fino al 2024. E allora forse Conte potrà rasserenarsi e godersi un giocatore straordinario che può cambiare gli equilibri. Intanto Young si vedrà probabilmente in campo già contro il Cagliari. «Voi parlate di acquisti ma ci sono anche le cessioni. E siamo in emergenza - avverte Conte - Vecino non è disponibile, Candreva è squalificato e Lazaro è partito. Bisognerà prendere decisioni affrettate». Assente anche Politano, ad un passo dal Napoli con cui farà le visite mediche domani. Vecino è destinato anche lui a fare le valigie. Il tecnico avrebbe preferito avere più tempo per preparare l'ex United al debutto. Anche perché, come già detto dopo il pari di Lecce, Conte sa che la sua Inter deve andare al massimo sempre per conquistare i tre punti. «La squadra manca di esperienza. Non ci sono oggi gli ingredienti che ti consentano di pigiare poco l'acceleratore per portare a casa il risultato. Dobbiamo sempre tenerlo pigiato», conferma ancora. Le fatiche delle ultime partite, in cui l'Inter ha ottenuto quattro pareggi nelle ultime sei sfide, non lo preoccupano: «Già il fatto di aver considerato negativo un pari a Lecce vuol dire aver fatto un passo avanti rispetto al passato. Dobbiamo restare rasoterra, molto umili e accettare il pari di Lecce nella giusta maniera. Stiamo facendo un percorso. In campionato abbiamo perso solo una partita da inizio anno. Non perdiamo di vista la realtà, dobbiamo apprezzare quel che arriva, col massimo sacrificio e dando tutto». Contro il Cagliari, però, l'Inter è obbligata a vincere per mettere pressione alla Lazio impegnata alle 18 nel derby e accorciare le distanze dalla Juventus che sfiderà il Napoli al San Paolo. Sfide sulla carta ben più proibitive di quella nerazzurra, per l'Inter un test da non sbagliare. —
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