Finanza
Muzzi a un passo dall’esonero
Col Chievo non basta un gran gol di Tutino, Marino in pole (su Longo e Aglietti) per diventare il terzo tecnico della stagione
EMPOLI. Non bastano i progressi, non bastano le buone sensazioni destate da molti dei nuovi acquisti, così come non bastano 20 minuti discreti per fare il pieno. L’Empoli non vince, non esce dal tunnel della crisi e non fa neanche troppi passi avanti verso la luce. È un altro pari, al Castellani, e quello con il Chievo può costare la panchina a Roberto Muzzi. Probabilmente la società si prenderà dalle 24 alle 48 ore di riflessione, ma il dado sembra tratto. Con Pasquale Marino, già incontrato dallo stato maggiore, in vantaggio su Longo e Aglietti per diventare il terzo tecnico della stagione (iniziata con Bucchi).
Si parte con due squadre allo specchio. È 4-3-1-2 contro 4-3-1-2. L’undici azzurri, al di là del sistema, è quello annunciato. L’avvio di gara quello previsto. E cioè con l’Empoli bloccato. Il peso della classifica si sente. Sulle gambe e nelle teste. Però, almeno, l’atteggiamento è diverso. Da squadra, finalmente. Che sceglie il baricentro basso, lasciando il palleggio agli avversari, ma almeno riesce a stare corta. Col passare dei minuti, poi, cresce. Al 20’ potrebbe già passare ma l’arbitro Aureliano dà il via alla sua pessima partita negando un rigore per fallo di Dickman su Antonelli. È una scossa, comunque. E al 23’ Frattesi va a mangiarsi vivo Segre sulla trequarti gialloblù, ruba palla e imbuca per Tutino che, in area, ubriaca Cesar con una giocata destro-sinistro-destro e impallina Semper. Il vantaggio è quasi una liberazione. L’Empoli ora c’è (buono il debutto di Henderson) anche se in mezzo ha poco sia da Ricci che da Bajrami. E soprattutto non ha quello che meriterebbe al 25’, quando Djordjevic scalcia Antonelli nella sua area ma anche stavolta l’arbitro non vede. Un peccato. Dal 30’ in poi gli azzurri si abbassano anche troppo. Rischiandogrosso al 43’ quando Brignoli non esce ben e (forse fallo di Djodjevic) e Romagnoli salva a porta sguarnita su Garritano.
È un campanello d’allarme. Che però l’Empoli non ascolta a dovere. La ripresa, infatti, si apre con Segre che sfonda a sinistra e crossa sul secondo palo dove Meggiorini si stacca da Antonelli e incorna dentro da due passi. Gli azzurri rischiano di andare sotto subito dopo, ma al 7’ è Semper a salvare su Bajrami. Si combatte, insomma, anche se la sensazione è che il Chievo abbia qualche idea in più da spendere. Muzzi prova a sopperire con Ciciretti per Bajrami. Più che altro, però, è l’impegno a tenere in piedi gli azzurri, che non torneranno più sui livello della parte centrale del primo tempo. Hanno difficoltà, ora, a disegnare buone trame sul campo (sempre più sporadiche) ma non smettono di provarci. Però con il calo, forse fisiologico, di Tutino e La Mantia troppo chiamato al lavoro sporco, trovare varchi è dura. Il Chievo inizia l’ultimo spicchio di gara sganciando il contropiedista Ceter e il fresco Ongenda, l’Empoli con l’esordio di Sierralta per lo stremato Antonelli ma senza Muzzi, espulso al 38’. Al 41’ proprio Ceter costruisce una palla gol che Ongenda si divora, mentre al 44’ arriva anche il momento (tardi) di Mancuso (per Frattesi e del 4-2-4. Al 50’ (il recupero è di 6’), una rasoiata dal limite di Ciciretti “bacia” il palo esterno, ma al triplice fischio è Segre a sfiorare il jackpot per una questione di millimetri,
Così finisce senza vinti né vincitori. E, soprattutto, senza la svolta per l’Empoli che nelle ultime 15 partite ha gioito 1 volta sola. Svolta che ora potrebbe arrivare con il nuovo ribaltone. —
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