Toscana
Un derby di famiglia: in campo la dinasty Dianda
L’ex difensore del Pisa debutta sulla panchina del Lammari (dove gioca il figlio) battendo la Lampo del cugino e del nipote
ROBERTO GRAZZINI
Due generazioni di antico lucchese lignaggio , fra campo , panchina e tribuna, l’un contro l’altra (sportivamente ) armata, hanno dato vita ad un insolito ed incrociato derby in famiglia ieri sul manto erboso dei Giardinetti di Lamporecchio, nel girone A di Promozione, teatro della contesa tra Lampo e Lammari. La casata in questione, i Dianda, viene dalla frazione di Picciorana alle porte delle mura di Lucca, dove passa la trafficata via Pesciatina. Il più famoso è il difensore Stefano Dianda, classe di ferro 1966, figlio di Bernardino, cresciuto nelle giovanili del Pisa dove poi ha debuttato in prima squadra disputando tre stagioni in serie B e cinque di serie A. Una sorta di eresia calcistica, dal punto di vista della forte rivalità ,per usare un eufemismo che divide i rossoneri lucchesi ed i nerazzurri pisani.
Carrarese, Novara, Camaiore e Porcari le altre tappe dell’onorata carriera del gladiatorio Stefano , passato poi a fare l’agente assicurativo.
Da qualche anno si dilettava pure ad allenare la formazione Juniores del Lammari, a due passi da casa, quando la crisi tecnica (ultimo posto in classifica) ha convinto la dirigenza ad affidargli la panchina della prima squadra dove gioca un certo Giacomo Dianda, classe 2001, guarda caso difensore, che ha seguito le orme paterne.
I primi calci li ha tirati nell’Atletico Lucca prima di passare al Lammari. Dall’altra parte della virtuale barricata c’è Guido Dianda , classe 1975, figlio di Frediano, il fratello di Bernardino, e di conseguenza cugino di primo grado di Stefano. Picciorana e giovanili della Lucchese sono il suo back ground da calciatore. A lui sono sempre piaciute di più la scrivania e le manovre di mercato.
Apprezzato dirigente nel PesciaUzzanese, è a Montecatini, dove gestisce un hotel con la consorte , che quale responsabile dell’area tecnica , contribuisce al ritorno dei termali in serie D dopo 42 stagioni, coi sfiora la promozione in C nella “temporada” successiva. Quindi passa alla Lampo, dove resta fino al giugno del 2019. Segue e comunque è ancora molto vicino alle vicende del sodalizio del presidente Marco Giannoni perché a centrocampo gioca un certo Niccolò Dianda, classe 2000, il primogenito.
Ragazzino sveglio, proviene dalla fiorente cantera della Polisportiva Margine Coperta , fucina inesauribile di talenti (vedi Pazzini, Guarente Pisani, Bonaventura e vis via discorrendo) in cui gioca ora il fratello minore Andrea , classe 2007 . Un passaggio al Tau Calcio ed a seguire da due anni è in forza alla franchigia del borgo natio del brigidino dove pesa come un macigno la mancata promozione della scorsa stagione, nell’anno del centenario.
La Lampo sta cercando in tutti i modi di rimanere in scia del treno dei playoff, al Lammari basterebbe ed avanzerebbe mantenere la categoria. La partita ha inizio.
I due giovani Dianda si incrociano varie volte. Alla fine della fiera per qualità del gioco, il talentuoso Niccolò risulta uno dei migliori in campo. Però i tre punti in Lucchesia li riportano a casa il diligente Giacomo ed i suoi compagni.
1-0 e palla al centro. Di certo , ne avevano più bisogno. Il sole cala sul San Baronto. Alla prossima sfida fra consanguinei. —
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