La manifestazione
È la dura Lecce dell’ex Conte tra cuore e ragione
MILANO. Antonio Conte ricomincia da dove ha iniziato: la prima sfida del girone di ritorno, in cui l'Inter «dovrà dare sempre di più», riporta l'allenatore in quello stadio che lo vide esordire in Serie A e iniziare una lunga storia d'amore con il calcio. Ma l'emozione non dovrà prendere il sopravvento: l'obiettivo sono i tre punti, per tenere a distanza la Lazio e mettere pressione sulla Juventus. Per questo nulla deve essere lasciato al caso. «Tornare significa qualcosa di speciale, ho esordito con la maglia del Lecce e fatto tanti anni con quella casacca. Il Lecce è nel mio cuore e ci rimarrà per sempre. Ora lotta per la salvezza, sta facendo il suo percorso e disputando ottime gare. Loro cercano sempre di esprimere un calcio - sottolinea Conte - giocano in maniera propositiva. Questa partita non ha niente di abbordabile. Dobbiamo fare grandissima attenzione e alzare la soglia d'attenzione e tenerla altissima». Non ci sarà Ashley Young il nuovo arrivato. L'ipotesi di portarlo a Lecce non è credibile, secondo l'allenatore: «Come si può pensare che io lo possa già inserire? Questa è una squadra che da sei mesi lavora su meccanismi, idee. Da settimana prossima inizierà ad allenarsi con noi, quindi sarà disponibile per la sfida di Cagliari». Young sarà una valida alternativa su cui poter fare affidamento perché «è super esperto, ha 34 anni e ha avuto un suo percorso importante», Conte lo definisce «un giocatore affidabile ed è quello di cui abbiamo bisogno in questo momento, può completare la rosa e creare meno ansia e meno stress in caso di infortuni».
A Lecce non ci saranno neppure Gagliardini, che ha ricevuto una botta al piede in allenamento e non è al meglio, Asamoah, Vecino, D'Ambrosio e Politano. —
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