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IL FENOMENO 

«Venite, gioca Totti» In migliaia al calciotto

«Venite, gioca Totti» In migliaia al calciotto

L’ex capitano della Roma fa ancora prodigi tra gli amatori E i campetti vengono presi d’assalto dai “nostalgici”

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All’inizio erano alcune decine, poi centinaia. Adesso anche tre-quattromila, dicono. Ormai la voce si è sparsa: ogni lunedì sera Francesco Totti si mette scarpette e pettorina e torna in campo, a dispensare gioielli. ok, è soltanto calcio a otto, ma vuoi mettere ammirare dal vivo due piedi, quelli del Pupone, come non se ne vedono più? Totti è tornato Totti grazie ai social: sul web infatti guira un video in cui Francesco, ripreso di spalle, disegna una delle due punizioni quasi troppo perfette per essere vere. Collo pieno, palla all’incrocio, come ai tempi belli. E pazienza se siamo in periferia, in una sera uggiosa di gennaio. Il palcoscenico è la Lega Calcio a 8, un torneo amatoriale non riconosciuto dalla Figc.

Totti sta pensando al suo futuro, intanto gioca e si diverte, coma da ragazzino. «Non voglio fare il procuratore, ma il talent scout», ha detto. Intanto, gioca, ogni lunedì sera, con l’inseparabile maglia numero dieci. La sua squadra si chiama, naturalmente, Totti Sporting Club, e ogni settgimana sfida ragazzi molto più giovani, giocatori di Eccellenza o Promozione laziale. Si gioca otto contro otto.

La sua presenza settimanale ha innescato una sorta di pellegrinaggio in tutti i quartieri di Roma: sul campo di Castel Fusano di proprietà dello stesso ex capitano giallorosso, dove la squadra gioca le partite casalinghe e ha sede anche la sua scuola calcio, si radunano migliaia di persone, ogni volta di più, con l'unico desiderio di ammirare ancora una volta un suo colpo di tacco, un pallonetto, un lancio telecomandato. Hanno dovuto costruire una piccola tribuna da 700 posti che il suo allenatore, l'amico Carlo Cancellieri, ha ribattezzato il "Totti stadium". Gli altri si accalcano a bordo campo, aggrappati alle reti di recinzione.

Pure gli avversari si moltiplicano per giocare contro di lui: un medico in servizio con l'ambulanza s'è intrufolato in campo durante un time out per chiedergli una foto. Fabrizio Loffreda, tra gli organizzatori, ne parla ammirato: «Ci sono tanti ragazzi che prima della partita si lamentano degli spogliatoi, del freddo. Lui non ha mai detto una parola: arriva per primo e si mette a tirare le punizioni, una volta mi fa "ora prendo la traversa, c'ho il piede caldo". E l'ha presa».

Nel Totti Sporting Club hanno giocato Vucinic, Aquilani, Tonetto, presto Pizarro e magari De Rossi. Chi non manca mai è Francesco: nemmeno togliergli la maglia della Roma è bastato a farlo smettere. —



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