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Salario più alto e maternità tutelata La conquista del basket americano

Salario più alto e maternità tutelata La conquista del basket americano

La buona notizia: raggiunto l’accordo per le professioniste Usa Guadagneranno fino a 500mila euro e arrivano i benefit per i figli 

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LA SVOLTA

Svolta rosa nel basket professionistico americano dove le giocatrici della Wnba potranno arrivare a prendere stipendi a sei cifre e ottengono tutele per la maternità. «Una grande scommessa sulle donne», l’ha definita Cathy Engelbert, commissioner del massimo campionato cestistico femminile americano (Wnba), commentando l’accordo raggiunto con il sindacato delle giocatrici. Il nuovo contratto collettivo innalza il tetto massimo salariale per i contratti delle giocatrici a 215 mila dollari, l’83% in più rispetto a quello che è stato percepito nella passata stagione. Con i vari bonus, inoltre, le giocatrici più forti potranno arrivare a guadagnare più di 500 mila dollari. In generale, il compenso medio delle cestiste raggiunge le sei cifre superando i 100 mila dollari. Gli stipendi restano notevolmente inferiori rispetto a quelli dei colleghi uomini ma, come spiega Engelbert, la volontà del sindacato era quello di ottenere «una cifra commisurata alle entrate della Lega». Tra le misure approvate, secondo quanto scrive il New York Times, spiccano anche i benefit per la maternità. L’accordo prevede un congedo con stipendio completo per le giocatrici che decidono di avere un figlio, uno spazio dedicato per l’allattamento all’interno delle arene di gioco e un «child care stipend», una sorta di sussidio di assistenza, pari a 5 mila dollari. Le veterane della Lega potranno inoltre chiedere un rimborso fino a 60 mila dollari per i costi correlati a un’eventuale adozione, maternità surrogata o trattamento per la fertilità. In più ogni giocatrice e madre avrà diritto a ricevere un appartamento con almeno due stanze da letto. Le giocatrici, infine, durante le trasferte, dovranno avere a disposizione una stanza singola e potranno usufruire di un’assistenza medica e psicologica in caso di violenza domestica. Secondo Nneka Ogwumike, presidente del sindacato, intervistata dal New York Times, queste misure sono il risultato «dei colloqui fatti con le giocatrici che hanno spiegato quali fossero i loro bisogni». —

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di Redazione web