Sicurezza
L’idea prende forma nel 2006 Nel 2013 il taglio del nastro
Il laboratorio doveva servire a settori che vanno dall’edilizia al tessile fino al biomedico Fu la Regione a puntare forte su questa innovazione
EMPOLI. Il grande sogno delle nanotecnologie a Empoli nasce nel 2006: fu soprattutto la Regione a puntare su questa innovazione tecnologica come traino per la crescita del Circondario. Il grande regista, a livello politico, fu l'ex sindaco Vittorio Bugli, divenuto consigliere regionale prima e assessore di Palazzo Strozzi Sacrati poi.
Ideazione e concretizzazione avvennero nell'arco delle due giunte del sindaco Luciana Cappelli: il taglio del nastro del laboratorio di via Paladini avvenne il 14 settembre 2013. La Regione Toscana investì fondi europei per circa 2,5 milioni, ma arrivarono altri finanziamenti come 752mila euro del Comune e 65mila euro dell'allora Cassa di Risparmio di San Miniato, oggi Crédit Agricole.
Il microscopio a ioni di elio all'epoca era uno dei venti esemplari al mondo e il secondo in Italia: solo l'Enea di Brindisi ne possedeva uno. Erano serviti 300mila euro solo per la ristrutturazione dei 400 metri quadrati di laboratori all'interno dell'ex ospedale, rimasto “orfano” dei servizi nosocomiali dalla primavera del 2008 in funzione dell'apertura dei nuovi blocchi in via Boccaccio. La manipolazione della materia atomica interessa settori che vanno dall'edilizia, al tessile e al biomedico: per questo, anche dopo la crisi del 2009, la Regione - e Bugli in modo particolare - spinsero affinché quel laboratorio venisse realizzato.
All'inaugurazione parteciparono sia il presidente della Regione, Enrico Rossi, che l'allora ministro dell'istruzione Maria Chiara Carrozza. Fu creato fin da subito il gruppo per la ricerca e l'innovazione nelle nanotecnologie in Toscana, ovvero Grint, il cui presidente fu Damasco Morelli (dimissionario nel 2014 per candidarsi a sindaco di Empoli) e direttore scientifico Giovanni Baldi. A onor del vero, Grint esiste dal luglio del 2010, quando fu firmato l'atto di costituzione della società consortile in sede notarile. In ambito sanitario, nel 2013, si iniziò a lavorare su due progetti finanziati dalla Regione per lo studio di nuovi sistemi per il trattamento del cancro, basati su nanotecnologie.
Nel campo dei materiali l'attenzione fu sulle superfici intelligenti e i relativi benefici nel campo ambientale, della depurazione delle acque e dell'aria. Per rendere la cittadinanza partecipe di questo grande progetto fu ideata anche una “Nanoweek” a Empoli, con una serie di eventi, anche teatrali. «Già verso la metà degli anni 2000 – disse Vittorio Bugli all'inaugurazione – avevamo capito che in questo territorio c'era bisogno di un'iniezione forte di sapere per rimanere competitivi. Il progetto di un centro per le nanotecnologie ci è sembrato adatto a sfruttare le caratteristiche di questa zona».
Ora, agli inizi degli anni Venti, servirà però altro per mantenere le aspettative di allora. —
D.D.
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