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Il polo delle nanotecnologie non c’è più Quasi svanito il sogno da 2,5 milioni

Daniele Dei

All’ex ospedale rimane il grande microscopio. Il consorzio Grint va verso lo scioglimento, un’intesa tra aziende per ripartire

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Restano le briciole, oggi, del grande progetto da 2,5 milioni euro per rendere Empoli uno dei centri nazionali di riferimento delle nanotecnologie.

La grande scommessa a cavallo tra gli ultimi due decenni fu realizzata all'ex ospedale “San Giuseppe” di via Paladini, in pieno centro storico, un polo attrattivo per ricercatori da tutto il mondo. A distanza di poco più di sei anni dall'inaugurazione, come detto, ne resta ben poco, frutto di una serie di congiunture avvenute nei mesi successivi all'avvio del progetto che stanno portando, in queste settimane, allo scioglimento di Grint, il consorzio di gestione di questo laboratorio. All'interno di Grint sono presenti vari soggetti pubblici e privati: i fondatori sono Agenzia per lo Sviluppo Empolese Valdelsa, Colorobbia Italia, Acque Ingegneria, Consorzio interuniversitario nazionale per la scienza e la tecnologia dei materiali (Instm) e Consorzio Icad dell’Università di Firenze.

A confermare la notizia è il direttore di Asev, Tiziano Cini, ma anche consultando il web, da almeno tre anni non si hanno più notizie di questo grande progetto. «Questa struttura, per il tipo di ricerche di tipo avanzato a cui era destinata, non aveva all'interno dell'ex ospedale la possibilità di avere ricavi o un punto di pareggio – spiega Cini – gli strumenti a disposizione richiedono un'alta specializzazione sostenibile solo con personale operativo e aziende interessate. È per questo che è stato deciso di ottimizzare e ridurre i costi, dando più peso alle aziende coinvolte che, con il proprio personale interno, permettevano di contrarre le spese fisse. Per questo la maggior parte dei macchinari del laboratorio è stata dislocata alla Colorobbia Italia, dove sono stati portati avanti i progetti finanziati dalla Regione Toscana».

Altri macchinari sono invece nelle sedi restanti – anche Irplast è entrata nel frattempo nella partita – ma, in particolare, in via Paladini resta il grande microscopio a ioni di elio della Zeiss da 1,5 milioni, il “top player” tra tutta la strumentazione che il Grint ha in comodato d'uso dal Comune di Empoli. «La macchina principale viene utilizzata all'occorrenza – prosegue il direttore di Asev – in una camera bianca dell'ex ospedale, nata per la sperimentazione in medicina, oggi sfruttata pochissimo perché non ci sono state molte richieste. È una strumentazione che per grandezza e complessità è molto difficile da trasferire. La scelta della sede in centro storico non è stata felice a livello logistico perché non idonea per movimentare delle provette da un'azienda a un laboratorio».

Tutto finito? Niente affatto: «Tra poco dovrebbe uscire il nuovo bando della Regione – conclude Cini – l'ultimo fu del 2015. Si tratta di stanziare le risorse europee residue del Por-Fse 2014-2020. Siamo in fase di sostituire Grint con un protocollo di intesa tra le aziende per l'utilizzo a condizioni vantaggiose delle strutture e delle attrezzature, a cui viene versato un canone di affitto al Comune». —

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di Redazione web