Attenzione
Immobile e mediana: Lazio da scudetto
Dieci vittorie consecutive, un centravanti che la mette dentro in ogni modo, una squadra che gira a meraviglia e che fa dell'imprevedibilità il suo marchio di fabbrica. Che cosa manca a questa Lazio per essere considerata da scudetto? La risposta è semplice: nulla. Perché quello che le mancava in passato lo ha trovato quest'anno: la continuità. La Lazio è sempre stata una squadra che alternava splendide partite a cadute inaspettate. Adesso che ha trovato anche la costanza di rendimento, si candida seriamente a terzo incomodo per il titolo. Il segreto di questo exploit è in realtà sotto gli occhi di tutti: un centrocampo di qualità assoluta, il migliore per distacco nel campionato italiano. Una mediana fatta di tecnica ma anche di equilibrio, di capacità di costruire gioco ma anche di abilità nel proteggere la difesa. La crescita della Lazio ha reso evidente un aspetto fondamentale del calcio moderno: il centrocampo è il cuore di una squadra, il suo punto nevralgico, il reparto più importante. A certificarlo ci sono anche i due scontri diretti - in campionato e in Supercoppa - vinti contro la Juve, due partite nelle quali sono emersi tutti i limiti della mediana della Vecchia Signora. Che ha un formidabile attacco e una ottima difesa, ma pecca in quanto a dinamismo e qualità di chi dovrebbe armonizzare i due reparti. Nulla accade per caso: il merito della "favola biancoceleste" è del suo allenatore: Inzaghi ha trasformato quella che era una variante da partita in corso (dentro i centrocampisti di maggior classe, tutti insieme) in una regola. Così è nata la Lazio da scudetto.
E intanto è nato anche un nuovo Milan, grazie al ritorno di Ibrahimovic. Un giocatore straordinario, senza eguali per potenziale tecnico, fisico e mentale. Si è rimesso in gioco dopo l'esperienza a stelle e strisce, e in pochi giorni ha dimostrato di poterlo fare alla grande. Certo, la parte difficile inizia ora, perché le prime partite sono sempre le più facili, ma intanto lo svedese ha cambiato la squadra grazie al suo temperamento e alla sua grinta. Le ultime gare del Milan sembravano le partitelle del giovedì. Ibra ha dato coraggio a tutti, persino a Pioli, che in una settimana ha fatto fuori quelli che da mesi camminavano per il campo. E il Milan ritrova ora un obiettivo (leggi Europa League) dopo che sembrava destinata a una seconda parte di stagione anonima.
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