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il match clou a san siro 

Quelli del Gasp volano Super Handanovic salva l’Inter e Conte

Nicola Stefanini
Quelli del Gasp volano Super Handanovic salva l’Inter e Conte

Lautaro illude dopo 4 minuti, ma l’Atalanta gioca meglio Pareggia Gosens poi il portiere sloveno para il rigore a Muriel

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MILANO. Finisce con un pareggio che sta più stretto all’Atalanta che all’Inter. Soprattutto perché la squadra di Gasperini, sul finire di un secondo tempo nettamente dominato, fallisce il calcio di rigore che le avrebbe permesso di sbancare San Siro.

Per il match clou del sabato sera, Gasperini preferisce Pasalic in mediana invece di Freuler e si rivede Duvan Zapata di punta dal primo minuto dopo la lunga assenza. Conte sceglie Godin per sostituire lo squalificato Skriniar, Sensi torna titolare e Gagliardini è preferito a Vecino.

Fischio d’inizio di Rocchi e si capisce subito che tutti e due gli allenatori hanno dato la stessa consegna ai loro undici: ritmo, pressione, corsa. La partenza forsennata premia dopo soli 4 minuti l’Inter. Dai e vai di Lukaku sulla trequarti per Lautaro che è fortunato nel controllo e poi spara di potenza appena dentro l’area e batte Gollini.

Il vantaggio immediato nerazzurro non abbatte l’Atalanta che tiene alti i ritmi e macina il suo gioco appoggiandosi sul Papu Gomez che svaria da destra a sinistra su tutta la trequarti cercando spazi per innescare Zapata. L’Inter si difende con ordine e aspetta il momento buono per partire in contropiede cercando spesso con lanci lunghi Lukaku che, spalle alla porta, agisce da centroboa per far partire Lautaro. Combinazione che funziona particolarmente bene al 22’: il tiro defilato dell’argentino supera Gollini, ma Palomino salva sulla linea.

Si gioca in velocità da una parte e dall’altra e non mancano gli scontri anche duri: Rocchi sventola diversi cartellini gialli che colpiscono in particolare i difensori orobici. Anche Conte finisce fra gli ammoniti per un eccesso di proteste. L’Atalanta costruisce con pazienza e guadagna diversi corner e calci piazzati. Su uno di questi al 39’ Toloi stacca altissimo e impatta di testa a due passi da Handanovic che ha una reazione provvidenziale e respinge. Toloi poi va a terra sul possibile tap-in. I bergamaschi protestano per una presunta trattenuta, quasi un placcaggio, di Lautaro sullo stesso Toloi. Rocchi parla per un po’ al microfono con la sala Var poi dice che è tutto regolare. L’episodio, che resta controverso, chiude la prima frazione.

Nell’intervallo si scalda a lungo Muriel ma si riparte senza cambi. Al 53’ un po’ a sorpresa Gasperini manda in campo Malinovskyi al posto di Zapata. L’ucraino va a fare l’esterno d’attacco insieme al Papu e Ilicic diventa il falso nove. E due minuti dopo è proprio Malinovskyi a sparare una botta di sinistro dai venti metri che sorprende Handanovic ma si stampa sul palo e poi va sul fondo.

L’Inter ora fa fatica a ripartire anche a causa di diversi errori nel palleggio e l’Atalanta, che pressa in tutte le zone del campo, stringe l’assedio attorno all’area nerazzurra cercando imbucate dalle fasce. Per gli ultimi venti minuti di gioco Gasperini sceglie di tornare al tridente con una punta vera e manda dentro Muriel per Pasalic. Conte risponde togliendo Sensi per Borja Valero.

L’Inter fra un errore d’appoggio e l’altro, con Conte sempre più infuriato, non riesce ad alleggerire la pressione atalantina. La squadra di Conte è sempre più schiacciata dietro e il pareggio dell’Atalanta arriva al 75’. Cross di Ilicic rimpallato a centro area, la palla schizza sulla sinistra dove è appostato Gosens che beffa l’imbambolato Candreva e batte Handanovic da grande opportunista.

Conte cerca di dare la scossa e manda in campo Politano per Lautaro che è scomparso dal gioco. L’Atalanta però sembra averne di più e prova a vincerla. L’occasione d’oro arriva all’87’. Bastoni stende in area Malinovkyi. Per Rocchi non ci sono dubbi: è rigore. Tira Muriel e Handanovic para alla grande.

Gli ultimi minuti vedono ancora l’Atalanta che cerca il gol della vittoria, e l’Inter costretta a difendere il pari fino al fischio finale al 94’. —

Nicola Stefanini

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