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OriOra Pistoia non graffia e l’Aquila Trento spicca il volo

Elisa Pacini
Brandt cerca l'assist per Johnson (Foto Gori)
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Brandt cerca l'assist per Johnson (Foto Gori)

I biancorossi non sanno approfittare dei momenti di sbandamento degli ospiti che trovano in Gentile il match winner

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PISTOIA. Manca l’ultimo metro alla rincorsa di Pistoia che prova a dar la caccia all’Aquila scappata al PalaCarrara dai radar Oriora nei quarti centrali ma cede dopo un’altra battaglia apassionante ma persa. Un po’come sette giorni fa contro Sassari, la squadra di Carrea lotta, recupera nell’ultimo quarto una gara che Trento sembra abbia già in pugno trascinata da un Gentile dominante, ma deve arrendersi in un finale combattuto fino alla sirena. Uscendo con un pugno di mosche in mano e tanta rabbia. Non solo per la terza sconfitta consecutiva, non solo perché non ha sfruttato il (difficile) doppio turno casalingo in turno che doveva far sorridere. Ma soprattutto perché nelle due gare del PalaCarrara, l’OriOra ha speso molto in termini fisici e soprattutto mentali. Avrebbe meritato di più ma gli è mancato– specie con Trento– il classico centesimo per fare una lira.

E ora va a sfidare la corazzata Virtus, con l’acqua alla gola della classifica. Pistoia sprinta alla partenza e vola 6-0, la tripla di D’Ercole vale l’11-5. Ma a svegliare Trento, ci pensa Gentile: il PalaCarrara lo accoglie a suo modo, fischiandolo dal primo all’ultimo minuto, come fa con tutta la famiglia, da babbo Nando al gioiellino di casa Ale, nemici di mille battaglie. Ma la strategia non paga: ad ogni fischio, Gentile risponde con un canestro. Ne mette 6 di fila per il pari a quota 11 costringendo Carrea al timeout.

Al rientro in campo Brandt finalizza un bell’assist di Johnson (13– 11) ma la scelta di ricorrere al quintetto basso, per allungare le rotazioni biancorosse, non paga. Tra la fine del primo quarto (in cui i 12 di Gentile valgono il sorpasso ospite, 22– 24) e l’inizio del secondo, la difesa di Pistoia inizia a vacillare. L’Aquila ha spiegato le ali e, anche senza Gentile, vola a +6 (22– 28). Carrea rimette Johnson e Brandt, in difesa si vede, in attacco Pistoia segna solo dalla lunetta nei primi 5’ del secondo periodo (25– 28). La difesa mani addosso di Trento infastidisce l’OriOra che sbaglia tre tiri nella stessa azione: è lo specchio delle difficoltà di casa a superare la retroguardia trentina, che cambiano gli allenatori, cambiano i giocatori, è sempre un muro. L’ex Mian punisce dalla lunga (25– 31), prima del riposo Craft si iscrive ai marcatori bianconeri e Pistoia va al riposo con uno svantaggio oltre la doppia cifra (31– 42).

L’avvio della ripresa in fotocopia del primo quarto (6-0 Pistoia, spinto da Dowdell per il 37– 42) illude su un cambio di inerzia che Gentile, ancora lui, riporta sulla strada trentina (37– 46) insieme a Pascolo che riporta i suoi a +11 e vanifica il break di casa. Petteway deve arrampicarsi letteralmente a canestro per segnare (41– 48), Johnson, gravato di falli spesi quasi tutti a rincorrere Gentile, non trova più la retina e al quarto fallo del lungo bonsai Carrea riprova forzatamente il quintetto basso. Il copione non cambia. Gentile trivella (22 punti al 29’) e dilata il vantaggio ospite a +12 (45– 57). Salumu si accende per un attimo e lo lima all’inizio di un ultimo quarto (48– 57) che sembra avere un finale già scritto. Non è della stessa idea un monumentale Zabian Dowdell che, con una personalità incredibile riporta Pistoia in gara, concretizzando i recuperi della difesa biancorossa (53– 59 prima, 55– 61 poi). Trento si innervosisce, si carica di falli, manda Pistoia in bonus ma l’OriOra non è lucida per approfittarne. Nemmeno Trento lo è la costanza di Pistoia trova nella tripla di Salumu del –3 a 3’dalla fine, il premio migliore. Pistoia è alle costole, Gentile prova per due volte a scrivere la parola fine con i canestri del +6 ma a 33” dalla fine, la tripla di tabella di Landi (70– 73) rimette di nuovo tutto in discussione. Anche perché Gentile fa 0/2 dalla lunetta ma sul ribaltamento di fronte, Petteway con 7” da giocare spara una tripla fuori misura e lì finiscono le ambizioni biancorosse di una clamorosa ma possibilissima rimonta per impattare o addirittura vincerla col colpo di coda.
 

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