Sicurezza
Furia Commisso: «Non resterò 10 anni al Franchi»
Dopo l’ennesimo incontro interlocutorio per il nuovo stadio il presidente viola lancia una sorta di ultimatum al Comune
Uno stadio di proprietà per riportare in alto la Fiorentina e cercare di colmare il gap con i 20 top club d'Europa che di media, vedi la graduatoria fornita dalla stessa società viola, hanno 417 milioni di euro l'anno di ricavi fra commerciale, tv e incassi per le gare contro gli 84 dei viola nella stagione 2017-18.
Ebbene, ci riuscirà Rocco Commisso o resterà solo un bel sogno?
All'indomani dell'ennesimo incontro (interlocutorio) con il sindaco di Firenze Dario Nardella il presidente e proprietario viola ha voluto indire ieri pomeriggio una conferenza stampa per fare il punto.
E dalle sue parole sono emerse delusione, rabbia, impazienza. Tramutandosi quasi in un ultimatum.
«Sono deluso, io non sono venuto per stare altri dieci o quindici anni al Franchi che, mi scusino tutti, per come è mantenuto è una porcheria. Né sono venuto per avere la squadra dalla parte destra della classifica. Mi aspetto quindi che la città ci dia delle risposte».
Rocco Commisso insomma è stanco delle lungaggini cui sta assistendo.
«La burocrazia è il grande male di questo Paese. Io non ho cambiato idea e voglio costruire lo stadio ma seguendo i miei principi: “fast”, a costi giusti e controllo».
Sarà accontentato? Per adesso i segnali ricevuti non lo stanno soddisfacendo, a partire dall'area Mercafir a nord della città prospettata dal Comune di Firenze.
«Forse non è una soluzione ottimale specie per i costi, 22 milioni mi paiono tanti anche perché andrebbero aggiunti altri oneri. Aspettiamo la perizia con i dettagli, non so se parteciperemo al bando pubblico e, nel caso, se poi lo vinceremo dovremo per forza guardare altre opzioni. Io comincio a farlo da adesso: penso a Campi Bisenzio, Castello, Scandicci, Bagno a Ripoli, Coverciano - ha sorriso il patron - Quanto alla ristrutturazione del Franchi, finora non ho avuto comunicazioni dalla soprintendenza. E comunque mi chiedo: perché a Bologna consentono di abbattere le curve del Dall'Ara e qui no?».
Ma sono anche altri i quesiti di Commisso in attesa di un nuovo incontro con il sindaco prima del ritorno negli Usa.
«Alla Juve 35 ettari sono costati 35 milioni, qui se ne chiedono 22 per 14,8 ettari: il doppio. Non porterò mai la Fiorentina a giocare a Torino o a Lucca ma il calcio è un patrimonio dell'Italia come la moda, l'arte, il turismo e la politica deve dare una mano, la Serie A non può essere la quarta-quinta Lega in Europa».
La priorità però per l'attuale Fiorentina si chiama anche mercato vista la brutta classifica.
Il magnate italo-americano ha assicurato: «Pronto a investire per almeno tre rinforzi entro le prossime settimane. Oltre 25 milioni di budget? Niente nomi né cifre ma stiamo lavorando per accontentare i tifosi».
Cutrone, Duncan, Bonifazi si confermano obiettivi seguiti da vicino dalla società viola, ma attenti alle sorprese. —
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