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Juve-Inter è anche Ronaldo-Lukaku lo scudetto passa per i gol dei due bomber

Gianluca Oddenino

Il portoghese ha segnato otto reti nelle ultime cinque gare. E il belga ha trascinato i nerazzurri sul campo del Napoli

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Ricomincio da tre. C’è sempre una prima volta, anche per Cristiano Ronaldo che si diverte a riscrivere record e conquistare trofei. Iniziare un nuovo anno con tre gol, però, finora non gli era mai successo: al massimo si era spinto fino alle doppiette contro Getafe, Real Sociedad e Celta Vigo - rispettivamente nelle sfide inaugurali del 2011, 2013 e 2014 - con la maglia del Real Madrid. Il botto di Capodanno del fuoriclasse portoghese ha fatto rumore, ma riuscirci all’alba dei 35 anni aumenta il valore dell’impresa per questo eterno ragazzino che ieri ha passato il giorno di riposo ad allenarsi intensamente. Le abitudini non sono cambiate, ma se il buongiorno si vede dal mattino, allora il 2020 promette scintille per CR7 e di conseguenza per una Juve sempre più costruita attorno al suo re. Possono cambiare i partner d’attacco, da Higuain a Dybala alternando il tridente puro al 4-3-1-2 con un trequartista alle spalle, ma Ronaldo è il centro di gravità permanente dell’attacco. Come gli aveva promesso Maurizio Sarri lo scorso giugno: libero di inventare e soprattutto di segnare. Il famoso incontro in Costa Azzurra, subito dopo la firma sul contratto di nuovo allenatore bianconero, ha tracciato la rotta juventina e neanche la clamorosa fuga del penta Pallone d’Oro dallo Stadium di due mesi fa (dopo la sostituzione mal digerita contro il Milan) ha fatto perdere la bussola.

Il precedente del 2015

Toccato il fondo, e risolti i problemi al ginocchio destro, Ronaldo ha ripreso a segnare come ai bei tempi. Cinque partite consecutive di campionato in gol non si registravano dalla primavera di cinque anni fa (quando chiuse la Liga con il record personale di 48 reti in 35 partite), mentre ora CR7 può dare l’assalto ad un primato di Trezeguet. Il bomber francese è il re dei capocannonieri d’inverno della Juve (nei campionati a 20 squadre) con 15 reti realizzate nel girone d’andata del 2005/06, ma il trono traballa perché Cristiano ha 90 minuti di tempo (domenica sera a Roma contro i giallorossi) per agganciarlo o superarlo. Prima del giro di boa della Serie A, l’attaccante riparte da quota 13 gol: uno in più dello scorso anno, dopo 18 turni di campionato, ma con una media realizzativa migliore (tre partite in meno giocate) e una fame ritrovata dopo il digiuno di novembre. «Non gli fa più male il ginocchio e questo gli permette di essere in una condizione fisica e mentale diversa - ha sottolineato Maurizio Sarri dopo il 4-0 al Cagliari -: lo vedo più sereno e sorridente oltre che completamente coinvolto». Più segna e più sorride: Ronaldo è fatto così, ma oltre a voler migliorare il bottino della sua prima stagione in Serie A (21 reti totali dopo le 14 della prima parte), combattendo per la classifica dei bomber con Immobile e Lukaku, nel mirino c’è soprattutto il sogno Champions. L’ambizione è massima, come anche il ritrovato senso del gol. —



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