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Ibra scalda i cuori, ma va in panchina Pioli con la Samp vuole il riscatto

Luca Guazzoni
Ibra scalda i cuori, ma va in panchina Pioli con la Samp vuole il riscatto

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Il calcio sarà pure uno sport di squadra e un insieme coeso di undici individui, ma mai come in questi giorni nella galassia Milan si è respirato il culto della personalità, l’idolatria verso Zlatan Ibrahimovic, con l’ennesimo esodo dei tifosi verso Milanello. Pioli lo accoglie con gioia («allenarlo è tanta roba, è pronto ma gli manca un po’ di ritmo»), gli stuzzica l’ego («si è presentato bene, non ha una personalità qualsiasi») ma non vuole che il suo ritorno diventi un elemento di disturbo nel preparare la gara contro la Sampdoria: forse anche per questo – nonostante tutte le tentazioni e i dubbi – Ibrahimovic sembra destinato a partire dalla panchina, così Piatek sarà titolare e dovrà scrollarsi di dosso l’ingombro della figura dello svedese, mandando un segnale di ripresa dopo 4 mesi davvero mediocri: 4 gol, 3 su rigore.

«Ibrahimovic ha già dato la svolta all’ambiente ma non è il salvatore della patria», il messaggio che Pioli vuole mandare forte e chiaro, richiamando tutti al senso di responsabilità e al dovere di rimediare alla «macchia indelebile», alla «ferita che sanguina» dello 0-5 contro l’Atalanta. «Ibrahimovic è un campione – aggiunge il tecnico rossonero – sarà un valore aggiunto nel nostro lavoro, nella nostra quotidianità e presto nelle nostre partite ma non ci farà vincere le partite da solo, è la squadra che dovrà fare molto meglio di così». Per Pioli infatti è necessario non dimenticare l’umiliazione di Bergamo e farne tesoro, imparando la lezione per quell’atteggiamento svagato che ha fatto infuriare Boban: «Abbiamo fatto una pessima figura ma abbiamo la possibilità di fare meglio, ho apprezzato l’intervento immediato, deciso e importante della dirigenza. Domani mi aspetto determinazione e voglia di ribaltare la situazione, abbiamo 21 partite per rimediare, svoltare una stagione finora non positiva».

Una mano potrebbe arrivare dal mercato: Pioli ammette che la società sta cercando un difensore centrale (la trattativa con Todibo è ben avviata) ma non è escluso un colpo anche a centrocampo. Intanto Ibrahimovic scalda i motori e non si preoccupa per l’ennesimo atto vandalico riservato alla sua statua a Malmoe. «Il mondo è pieno d’odio – evidenzia Pioli – ma lui è sereno». E oggi San Siro sarà tutto ai suoi piedi.

«Ibrahimovic? Sicuramente lo vedremo in campo. Vedremo se dal primo minuto o a gara in corso, comunque me lo aspetto sul rettangolo di gioco». Così Claudio Ranieri tecnico della Sampdoria in vista del match col Milan. «Spero di fare una gran partita e di fare punti, sicuramente troverò Ibrahimovic come avversario e non è una gran sorpresa nella calza della Befana». L’obiettivo è ripartire dallo spirito mostrato con la Juve anche se la Sampdoria era rimasta a mani vuote per le prodezze di Ronaldo e Dybala: «Voglio rivedere quell’agonismo, attenzione e aiuto reciproco che abbiamo messo in mostra con la Juventus», spiega Ranieri che recupera Ekdal non al top per un problema muscolare, mentre in difesa Murillo farà coppia con Colley. Sulla destra spazio a Bereszynski con Depaoli a centrocampo sulla stessa corsia laterale. Sarà anche la giornata di Ibrahimovic, ma nessuna paura anche perché la Samp deve muovere una classifica sempre pericolosa. Ranieri si sofferma anche sul mercato, dove c’è la necessità di trovare rinforzi ma con un profilo preciso: «Con la società stiamo monitorando tutto – spiega – di sicuro in questo momento c’è bisogno di calciatori pronti, che conoscano il campionato italiano. Ora non possiamo avere elementi di prospettiva, ne abbiamo già». —

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