Sicurezza
Doppio Immobile e la Lazio vola Ancora cori razzisti su Balotelli
Eguagliato il record di Eriksson. Inzaghi: «Non molliamo mai, ora ci crediamo» SuperMario non sbotta dopo i “buuu” ma è amaro: «Tifosi laziali vergognatevi»
brescia. Con pathos e fatica, ma la Lazio continua il suo momento da favola, ancora una volta mettendo a frutto i minuti di recupero e questa volta proprio alla vigilia dei festeggiamenti per i 120 anni di storia.
A Brescia i biancocelesti centrano la nona vittoria di fila in campionato eguagliando il record di Eriksson con una vittoria in rimonta nel segno di Immobile, autore di una doppietta e del gol partita nel primo minuto di recupero. Doccia gelata sul Brescia che aveva retto nonostante oltre 50’ giocati in inferiorità numerica e il vantaggio iniziale di Balotelli, di nuovo bersaglio di cori offensivi da parte dei tifosi laziali. Questa volta l'attaccante non si ribella platealmente, come accaduto già il 3 novembre scorso quando, dopo aver udito alcuni "buu" razzisti provenienti da un settore dello stadio Bentegodi, aveva scagliato il pallone verso gli spalti. Ma protesta palesemente con l'arbitro, approfittando di una pausa di gioco. Ancora una volta una curva intona cori razzisti, buuu, offese, insulti, ancora una volta uno stadio si trasforma in una bolgia dell’inciviltà. Succede tutto alla mezz’ora del primo tempo ed è abbastanza per offuscare l’impresa sportiva dei laziali in campo. Balogol richiama l’attenzione dell’arbitro e lo invita ad ascoltare i cori che si levano al suo indirizzo dallo spicchio di stadio occupato dai tifosi della Lazio. «Balotelli figlio di...» e poco prima «se saltelli muore Balotelli», senza contare i «buu» che partono ogni volta che è lui a toccare palla. «È già la seconda volta, alla prossima esco», dice Mario al direttore di gara. Manganiello risponde: «Stai tranquillo, ci penso io». E poco dopo lo speaker dello stadio legge un comunicato che invita i tifosi a non intonare cori violenti o di «discriminazione razziale e territoriale». A fine partita il giocatore scoppia: «Sconfitta che fa male, ma ci rifaremo, siamo sulla strada giusta. Laziali presenti oggi allo stadio vergognatevi! Saynotoracism», scrive su Instagram. Resta ora da capire se il giudice sportivo opterà per dei provvedimenti. Per i veronesi arrivò la squalifica di un intero settore, poi sospesa in attesa degli accertamenti della procura. Dunque da una parfte la vergogna, dall’altra l’impresa sportiva. Perché sul campo alla rete iniziale di Balogol risponde due volte Immobile salito a quota 19 reti.
Partenza forte della Lazio che al 6’ assaggia anche il sapore del gol con Immobile. Ma a sorpresa è il Brescia a portarsi in vantaggio: al 18’ Balotelli infila Strakosha di sinistro in diagonale. La risposta della Lazio è furiosa.
Al 42’ la Lazio trova il pari: Immobile trasforma un calcio di rigore concesso per l’atterramento di Caicedo da parte di Cistana che nella circostanza viene anche espulso per doppia ammonizione. Il Brescia si ridisegna con un 5-3-1 per affrontare la ripresa e all’8’ la squadra ha un’ottima chance grazie gran giocata sulla sinistra di Tonali che serve Bisoli solo in mezzo all’area: la conclusione è però da dimenticare e Strakosha non ha difficoltà.
Dall’altra parte, in luce anche Joronen con un bell’intervento su diagonale di Lulic. La gara, anche un po’ nervosa, è sempre nelle mani della Lazio anche se il possesso palla della squadra di Inzaghi si rivela piuttosto sterile (da segnalare una conclusione di Caicedo spalle alla porta con palla che termina alta) anche grazie alla pressione difensiva del Brescia che addirittura pare non soffrire l’uomo in meno.
Gli ultimi minuti sono una specie di assedio all’area del Brescia e il colpo arriva nel 1’ di recupero con Immobile che, spalle alla porta, mette nell’angolino un assist di Caicedo. Un blitz per continuare a sognare. —
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