Gioco
I nove tecnici “azzurri” che inseguono l’Olimpiade
Con le due nazionali già qualificate, in campo gli allenatori italiani nei preolimpici, da Santarelli (Croazia) a Prandi (Bulgaria), da Giuliani (Slovenia) a Giani (Germania)
L’Italia non c’è perché i pass per Tokyo se li è già presi 5 mesi fa, alla prima occasione utile. Azzurri e azzurre del volley in vacanza, dunque. E in questa stagione intensissima è (e resterà) un episodio isolato.
In compenso, nei tornei preolimpici in calendario da oggi a domenica 12, ci sono gli italiani.
Allenatori al lavoro all’estero, ct di Nazionali ambiziose che inseguono i Giochi per raggiungere i colleghi Chicco Blengini e Davide Mazzanti, promossi nei gironi di agosto vinti con le schiacciate di Zaytsev e Juantorena, di Egonu e Sylla.
Sono nove, sono fior di professionisti che esportano la qualità di una scuola tecnica riconosciuta leader nel mondo. Tra tutti mettono insieme un palmares monstre: a livello di club 18 scudetti (5 all’estero), 4 Mondiali, 6 Champions più altre 11 eurocoppe. L’Olimpiade, però, è un’altra cosa: l’hanno già vissuta solo in 4 e l’unico a essere salito sul podio fu Silvano Prandi, ct azzurro a Los Angeles 1984, preistoria della pallavolo. Nessun altro sport vanta una presenza così massiccia di coach di alto livello nel mondo. Oggi che, specie a livello di club, la pallavolo italiana è tornata padrona, sembra quasi normale. Ma anche nei meno felici tempi recenti i nostri allenatori sono sempre stati i più richiesti. E hanno vinto con regolarità.
I 9 ct emigrati a caccia di Tokyo 2020 hanno tra i 38 e i 72 anni e rappresentano almeno tre generazioni. Ma la competenza e la passione di Daniele Santarelli, il più giovane, tecnico della Croazia femminile e fresco campione del mondo con Conegliano, sono le stesse di Silvano Prandi, sulla breccia da 45 anni e ancora al top tra il Chaumont francese e la Bulgaria che ad agosto ha sfiorato la qualificazione diretta contro il Brasile. Da oggi il Professore del ciclo d’oro torinese ci riprova a Berlino, nello spietato torneo a otto con un solo pass a disposizione. Comincia nel girone contro la Serbia campione d’Europa, la Francia e i Paesi Bassi di Piazza. Poi, semifinali e finale incrociando l’altra poule formata dal Belgio, dalla Repubblica Ceca, dalla Slovenia di Giuliani e dalla Germania di Giani, uno che di Olimpiadi ne ha giocate cinque mettendosi al collo due argenti e un bronzo.
Martedì, poi, toccherà alle donne, ad Apeldoorn. Stessa formula, con le croate di Santarelli in seconda fila ben dietro le favorite che sono la Turchia di Guidetti e i Paesi Bassi di casa dell’appena insediato Caprara, campione del mondo nel 2006 con la Russia e poi 5° ai Giochi di Pechino 2008. Un derby italiano per Tokyo è ipotesi concreta. Idem per le chance di qualificazione di chi allena fuori Europa.
Antonio Giacobbe, classe 1947 come Prandi, al Cairo cerca il bis dell’impresa firmata nel 2004 con la Tunisia. Stefano Lavarini da Omegna, primo ct straniero della storia della Corea del Sud, ha ancora più chance nel girone femminile asiatico in Thailandia. Per tutti, il traguardo è ripetere nel volley quel che a Sergio Scariolo, oro mondiale sulla panchina spagnola, è già riuscito nel basket: portare anche l’«altra Italia» a Tokyo. Con la differenza che la pallavolo per le sue due Nazionali ha già i biglietti pronti. —
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