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La bandiera calpestata Pruzzo elogia Lulic poi si scusa in lacrime dopo gli attacchi-social

La bandiera calpestata Pruzzo elogia Lulic poi si scusa in lacrime dopo gli attacchi-social

L’ex bomber messo alla berlina sui social per il...complimento al laziale «Ci sto male, non ci dormo la notte: mai farei del male alla mia Roma»  

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Il calcio al tempo dei social è anche (purtroppo) questo. Un’arena senza cuore e senza memoria, che getta via anche le bandiere, le calpesta senza il minimo rispetto. Chi, soltanto pochi anni fa, avrebbe pensato a Roberto Pruzzo, bomber entrato nella leggenda giallorossa, uno dei più grandi attaccanti del calcio italiano a cavallo tra i Settanta e gli Ottanta, obbligato a scusarsi in diretta radio, con le lacrime agli occhi, solo per aver elogiato un giocatore della Lazio?

Un uomo, un grande campione, un romanista doc che a 65 anni ha accettato di essere messo alla berlina pur di evitare offese, contumelie, minacce da parte dei tifosi (?) inferociti per un complimento rivolto a Senad Lulic, uno dei laziali più odiati dall’altra parte del Tevere, soprattutto perquel gol nella finale di Coppa Italia dl 2013 che regalò il trofeo all’Aquila.

Una storia natalizia molto triste, va detto. Come se i tifosi della Fiorentina puntassero l’indice contro Antognoni per un elogio a Ronaldo, o se Alessandro Del Piero fosse attaccato per il suo apprezzamento per Belotti. Insomma, una follia maturata nel mondo delle radio romane, accese 24 ore su 24 sulle due squadre capitoline, dove spesso una frase mal interpretata può portare anche a conseguenze estreme e dove la polemica, anche esagerata e spesso fuori luogo, diventa il pane quotidiano.

Pruzzo, 138 gol, uno scudetto e una finale di Coppa Campioni con la maglia numero 9 della Roma, è stato quindi costretto alle scuse pubbliche, alla gogna mediatica davanti a quelli che sono stati i suoi tifosi. L’ex “Rei di Crocefieschi”, il giorno di Santo Stefano in diretta radio aveva infatti dichiarato: «Lulic è diventato il mio mito. È un operaio, ogni tanto va fuori giri, ma dimostra quanto possano essere utili questi calciatori in un contesto di alto livello come quello della Lazio. Quando hai una manovalanza così, ogni situazione si può risolvere. Ha 33 anni ma è ancora uno bello tosto, con giocatori così vai lontano». Dichiarazioni del tutto normali, per un osservatore del calcio, ma che non sono piaciute affatto alla tifoseria della Roma, che sui social ha attaccato duramente l’ex campione, mroivolgendosi direttamente ala società giallorossa: «Roma, toglilo dalla Hall of Fame», l’invito che ha spopolato sui social.

Qualche giorno dopo, un un’altra trasmissione, sono arrivate le scuse di Pruzzo. L'ex bomber giallorosso si è anche emozionato in diretta: «Sto vivendo malissimo questa situazione. Sono arrivato a Roma nel ’78, e da quel giorno sono abituato ad avere l’affetto di tutti i tifosi della Roma, questa situazione mi fa stare male. Mai e poi mai avrei voluto fare del male ai tifosi della Roma. Io non sapevo di questa situazione, non mi ricordo neanche i gol che ho fatto io per dire. La mia frase era una cazzata buttata lì, non volevo ferire nessuno. Io non dormo da giorni, ci sto male…». —



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