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Gori cresciuto con l’ovale ora è il medico dell’Italia

Niccolò Tempestini
Edoardo "Ugo" Gori ( a sinistra) e il dottor Niccolò Gori entrambi del vivaio del Gispi
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Edoardo "Ugo" Gori ( a sinistra) e il dottor Niccolò Gori entrambi del vivaio del Gispi

«Questo prestigioso incarico mi permette di unire la passione ed il lavoro» Chiamata in azzurro anche per l’Under 20 dei Cavalieri Union, Matteo Baldelli

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PRATO. Il finale del 2019 del rugby pratese si tinge fortemente di azzurro grazie alla convocazione di Matteo Baldelli nella nazionale under 20 e della nomina del dottor Niccolò Gori a medico della nazionale italiana maggiore per la stagione 2019/20. Matteo Baldelli, classe 2001 cresciuto nel Gispi Prato e attualmente Cavalieri Union, sta disputando la stagione sportiva nell’Accademia Ivan Francescato di Remedello insieme ai più promettenti rugbisti italiani e non è nuovo all’azzurro avendo sempre partecipato alle selezioni di categoria. Il forte tallonatore pratese, protagonista con i seniores dei Cavalieri Union lo scorso anno in serie A, sarà tra i partecipanti al raduno del 7 gennaio in vista del Sei Nazioni insieme ad altri due “cavalieri”, Ioan Niculae, pilone elbano tesserato con i Cavalieri Union e militante anche lui in Accademia e Riccardo Trivillino, neo acquisto romano dei Cavalieri Union Prato Sesto che ha molto ben figurato nel difficile inizio di stagione dei ragazzi sesto pratesi. Il rugby pratese non produce solo giovani destinati a dimostrare il proprio valore, ma anche affermati professionisti che hanno nel rugby la propria passione e che riescono a trasformarla in lavoro. Il dottor Niccolò Gori, nominato la settimana scorsa medico della nazionale di rugby, giunge a questo prestigioso incarico concretizzando la mission che il rugby, tramite società come il Gispi dove Gori è cresciuto, trasmette e si fa portavoce da sempre: creare non solo giocatori, ma soprattutto uomini. Il dottor Niccolò Gori, classe 1986, inizia a giocare nel Gispi allenato da Romano Romei e fa parte di una delle generazioni d’oro del rugby pratese, forse la più ricca di talento, sicuramente quella che a livello giovanile ha raccolto i maggiori risultati, su tutti la finale scudetto del 2005 under 19 disputata e persa contro Treviso. Poi ancora tanto rugby con i Cavalieri seniores fino alla fine degli studi universitari e la scelta di dedicarsi alla professione ad apparente discapito dello sport. Ma la professionalità e le capacità del medico si sommano alle qualità umane e alla disponibilità caratteriale, oltre che all’esperienza acquisita come giocatore, e ben presto il giovane dottor Gori si trova ad essere il medico di riferimento del territorio pratese per quanto riguarda il rugby e le attività ed esso legate. Le capacità dimostrate sul campo non restano inosservate e dal 2012 inizia un percorso di crescita professionale divenendo negli anni il responsabile medico delle più prestigiose squadre del territorio, al momento è il referente medico de i Medicei Firenze in top 12, Cavalieri Union in seria A e di tutto il settore giovanile pratese, e anche di rappresentative nazionali. «Nel 2013 come medico sono entrato nell’orbita della Federazione Italiana rugby per seguire le attività della nazionale under 17 e dell’accademia federale con sede a Prato, -spiega lo stesso dottor Gori- e il passo è stato breve per arrivare alla selezione under 20 che ho seguito in tre Mondiali consecutivi, ma non seguo solo il rugby, sono anche impegnato con la Sibe di basket e con la Nazionale di Mountain Bike dal 2017». L’importante incarico con la nazionale maggiore per molti è un punto di arrivo, il ruolo più prestigioso e piacevole per un medico appassionato di rugby: «E’ un incarico di prestigio ed un onore rappresentare la nazione, per me che ho praticato questo sport si tratta anche di unire la passione ed il lavoro, una situazione unica ed eccezionale che apprezzo e mi rende felice ed orgoglioso - spiega Niccolò Gori - Questo incarico non è certo un traguardo, lo vedo come un punto di partenza per crescere come professionista e portare la mia passione e la mia professionalità al servizio della squadra». Tra i ricordi più belli legati al rugby del dottor Gori la finale under 19 e il trofeo Topolino under 14 vinto grazie ad una sua tripletta in finale «ma anche la vittoria dell’Italia sul Sud Africa nel 2016 a Firenze, ero presente come assistente medico e mi sono reso conto che quel giorno sarebbe rimasto per sempre impresso nello sport azzurro». Un passato importante, un presente brillante ed un futuro tutto da scrivere ricordando sempre ciò che più conta. «Avere questa opportunità mi riempie di soddisfazione ed orgoglio e in questo momento più che in altri sento il desiderio di ringraziare chi mi ha accompagnato in questo percorso rendendolo possibile: mia moglie Silvia, le persone con cui ho condiviso i campi da rugby a cominciare dal gruppo di ragazzi con i quali ho iniziato a giocare che ancora oggi sono i miei migliori amici ed i club che hanno avuto fiducia nella mia professionalità». —
 

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