Gioco
L’Italia sugli sci sa solo vincere: trionfo Paris Doppietta a Bormio, ora è leader di Coppa
Altra impresa di Dominik in libera. E qualcuno propone: intitolategli la Stelvio , lui qui non si può proprio battere
Vederlo sciare è un piacere. Non ci sono aggettivi sufficienti per definire quanto fatto ieri da Dominik Paris, vincitore della seconda discesa libera di Bormio valevole per la Coppa del Mondo di sci alpino. Con questo successoodierno sale a quota 18 vittorie, la quattordicesima in discesa e la quinta a Bormio (sarebbero sei se consideriamo il trionfo dello scorso anno in superG) dove gli è stata attribuita la cittadinanza onoraria. Qualcuno ha già chiesto di intitolare la pista Stelvio a Paris, dove lui vince da tre anni consecutivi e non ha rivali tanto da pareggiare il record di Didier Cuche, cinque volte vittorioso sulla Streif di Kitzbuhel. Il trentenne altoatesino si porta al comando sia della graduatoria di specialità (304 punti contro i 300 di Beat Feuz) sia di quella generale con 449 punti scavalcando il norvegese Henrik Kristoffersen che rimane a 379 e viene superato anche dal connazionale Aamodt Kilde che raggiunge quota 394. Ma nella combinata odierna (superG e slalom), ultima giornata di gare in Valtellina, “Domme” potrebbe consolidare il suo vantaggio. Quando il gioco si fa duro, come era il pendio ghiacciato della Stelvio, i duri iniziano a giocare. Mentre gli altri facevano fatica a rimanere nel tracciato lungo i curvoni ondulati che fanno sbattere gli sci sulla neve, Dominik Paris sembrava che sciasse su un “campo scuola” e dopo il salto del muro di San Pietro inserisce una marcia in più rispetto ai suoi avversari andando a sbriciolare ogni record, chiudendo la discesa in un incredibile tempo di 1’55”37. Quando i giochi sembravano fatti con il pettorale 25 scendeva lo svizzero Urs Kryenbuehl che stava per rovinare la festa, tanto che fino all’ultimo intermedio era davanti a Paris di 12 centesimi ma ne perdeva 20 nella parte finale e concludeva al secondo posto davanti al connazionale Beat Feuz che rimaneva danneggiato in classifica ma era comunque soddisfatto del suo 15esimo podio nelle ultime 17 discese. Più distaccati e fuori dal podio Kilde quarto a 73 centesimi e l’austriaco Matthias Mayer quinto a 84 centesimi dopo esser stato il più veloce nella prima metà del tracciato. A completare l’exploit del team svizzero ci pensava l’elvetico Niels Hintermann che con il pettorale 28 concludeva fra i top ten. Chiudono distanti gli altri azzurri Mattia Casse (19), Matteo Marsaglia (23), Emanuele Buzzi (28) e Peter Fill (30) Peggio di loro gli austriaci Max Franz out dopo 30 secondi di gara e Hannes Reichelt che a causa di una errata compressione rimbalza e cade rovinosamente finendo nelle reti tanto da dover ricorrere alle cure mediche che giungono dall’elicottero di soccorso.
Nello slalom gigante di Lienz torna a vincere la statunitense Mikaela Shiffrin che dopo una breve pausa di riflessione dimostra a tutte che è sempre lei la più forte e lo fa costruendo un buon margine nella prima manche davanti alle nostre Bassino e Brignone molto brave e costantemente in lotta per il podio. Per Shiffrin si tratta della 63esima vittoria della sua carriera, l’undicesima in gigante (era dalle finali di Soldeu dello scorso anno che non vinceva) e la terza in questa stagione che la vede prepotentemente al comando davanti di 215 punti su Brignone che si deve accontentare, si fa per dire del quarto posto. Meglio di lei l’austriaca Katharina Liensberger (3) ed una brillante Marta Bassino che commette qualche piccola imprecisione nel settore centrale e termina alla piazza d’onore a 1”36 dalla Shiffrin.
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