Sicurezza
La palla era entrata di 30 cm L’arbitro non se n’è accorto...
Incredibile gol non dato all’Empoli a Cosenza, alla fine è una sconfitta beffa Livorno in disarmo cede al Pescara, si arrende anche il Pisa nel finale ad Ascoli
COSENZA. Da trenta a quaranta centimetri. Più quaranta che trenta: manca la goal line technology, in serie B, e presto arriverà anche la Var. Ma non ci voleva certo un occhio di falco per vedere dov’è rimbalzata quella palla calciata dall’empolese Ricci, dopo aver sbattuto sotto la traversa: almeno 40 centimetri oltre la linea bianca, appunto. Altro che gol fantasma di Montari contro la Juventus, qui siamo ampiamente oltre: ma nessuno lo ha visto, incredibile che nel 2019, con tutti i supporti possibili, accada una cosa del genere.
L’Empoli a Cosenza sbatte non solo contro i propri limiti, che erano e restano enormi, ma anche contro avversari inattesi. Arrivano da Lecce, non dalla Calabria, e si chiamano Ivano Pezzuto e Alessandro Cipressa. Di professione rispettivamente arbitro e segnalinee... Sono loro, in coppia, che al 39’ della ripresa riescono a non vedere quello che tutto lo stadio vede. Sarebbe il gol del pari. Ma la premiata ditta Pezzuto & Cipressa riesce a non accorgersene. Altro che Var, in attivo per playoff e playout, altro che gol line technology: si vedeva anche con un occhio solo. Tutti sbagliano, è vero, ma ci sono errori ed errori. E lo stesso tecnico azzurro, Roberto Muzzi, torna più volte sull’argomento. «Fa male a noi – aggiunge – e fa male al calcio, perché non assegnare un gol del genere è davvero clamoroso. Posso capire che non è facile vedere quando la palla attraversa la linea per un centimetro o due, ma in questo caso era dentro di quasi un metro». Ne parla, ovviamente, anche l’autore del gol-non gol, Samuele Ricci. «Dispiace molto per quel gol non concesso – dice – ma si sbaglia tutti e sicuramente l’arbitro sarà il primo ad essere dispiaciuto dell’errore dopo aver rivisto le immagini».
Continua il disastro delle squadre toscane. Il Livorno sconfitto ormai non fa più notizia, la rassegnazione è ormai tale da far pensare a una discesa anticipatissima in serie C senza lottare. In uno stadio ormai desolatamente vuoto la squadra di Tramzzani si consegna senza lottare al Pescara, formazione che fa giusto il minimo per portare via i tre punti con le reti di Galano e Maniero. Santo Stefano amaro anche per il Pisa, alla seconda sconfitta consecutiva: ad Ascoli la formazione di d’Angelo, con gravi problemi di organico specialmente davanti, non dispiace sul piano della prestazione e dell’atteggiamento ma paga una distrazione fatale, che consente a Cavion di realizzare il gol-partita. il Benevento vince anche a Verona ed ha un piede e mezzo, forse di più, in A. —
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