Attenzione
il progetto sconfitto dai risultati
Se allenate nel campionato italiano, dovete saperlo: la pazienza non abita da queste parti. Il progetto, parola ormai abusata, è bello finchè i risultati lo supportano. Ma quando arrivano le sconfitte nessun presidente ha la pazienza e il carattere per resistere alle pressioni della piazza, e la regola (tutt’altro che aurea) è che alla fine paga sempre e solo l’allenatore.
Rocco Commisso, che pure è nuovo del mestiere, si è comportato esattamente come i suoi colleghi. Ha mugugnato, ha resistito per qualche settimana, ha dato fiducia a metà a Montella, poi la notte scorsa, in conference call, si è tolto il dente che lo angustiava: esonero.
Il tecnico campano, ieri, ha usato le parole giuste per salutare un ambiente che lo ha sempre amato a metà. Ha detto chegli errori sono stati di tutti, ma che è giusto che alla fine paghi lui. Tutto vero: questa Fiorentina è stata costruita quasi completamente sulle ceneri di quella che si è salvata a stento la scorsa stagione, aggiungendo un mostro sacro, non più giovanissimo, come Ribery, una scommessa come Boateng, un giocatore affidabile che però non può spostare più di tanto come Caceres. Solo Castrovilli si è rivelato un investimento indovinato, ma la colpa dei dirigenti è di avere sposato l’idea della squadra senza attaccanti di ruolo: in serie A difficilmente funziona. Il recupero tardivo di Vlahovic, messo dentro in fretta e furia, conferma la consapevolezza dell’errore fatto. Tanti errori, anche sfortuna, certo. E Montella che mai ha derogato dal 3-5-2 con i due falsi nueve.
Insomma, tutti hanno sbagliato, uno solo paga. I tifosi chiedono una sola cosa: una salvezza tranquilla, la crescita dei giovani, la costruzione di un futuro migliore. Paradossalmente una piazza inquieta come Firenze ha dimostrato pazienza. Ora Commisso e i suoi si rivelino degni di questa gente. —
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