Attenzione
«Inter e Fiorentina, doppio amore per me sarà un pareggio con reti»
L’ex difensore, ora allenatore, presenta la sfida di domani sera al Franchi «Viola in crisi, devono reagire. I ragazzi di Conte potrebbero pagare la coppa»
Michele Serena adesso fa l’allenatore – aspetta la telefonata giusta per rimettersi in gioco dopo la partentesi di Vicenza –, ma negli anni ’90 è stato uno degli interpreti più moderni del ruolo di esterno difensivo. A Firenze ha vissuto le stagioni migliori della sua carriera, in nerazzurro ha appeso gli scarpini al chiodo, complici i numerosi infortuni. Da doppio ex, prova a leggere il grande posticipo di domenica sera.
Lei ha vestito entrambe le casacche che ricordi ha?
«In generale due esperienze bellissime, sia calcisticamente che dal punto di vista personale. Sono arrivato a Firenze nel momento migliore della mia carriera, giocandovi tre stagioni ricche di soddisfazioni, arrivando anche alla maglia azzurra. E poi nella città di Dante è nato mio figlio, per cui il legame rimarrà sempre fortissimo. L’approdo all’Inter è invece stato, per me fin da bambino tifoso nerazzurro, il coronamento di un sogno; ancor oggi fatico a pensare di aver indossato l’amata maglia dell’Inter. Purtroppo fu un esperienza costellata da tanti infortuni, che alla lunga mi costrinsero al ritiro».
E su questa partita?
«Sicuramente il ricordo più bello è il mio gol, a Milano, con la casacca viola nella stagione 1997/98; un sinistro al volo che si incassò all’incrocio dei pali, sicuramente la rete più bella di tutta la mia carriera».
Le due squadre vivono opposti momenti di forma.
«L’Inter sta sorprendendo tutti; nessuno avrebbe mai immaginato di trovare i nerazzurri in vetta alla classifica al giro di boa. Sicuramente Lukaku e compagni saranno i primi antagonisti della Juventus, che pure rimane la favorita del torneo, e lotteranno fino alla fine per lo scudetto. Un’ascesa incredibile, nella quale c’è molto di Antonio Conte, bravo a trasmettere quella mentalità vincente che lo caratterizza. La Fiorentina invece da qualche tempo si è involuta, scivolando in una posizione che a mio parere non rispecchia i reali valori della compagine viola. Adesso tocca a Montella interrompere l’emorragia di punti, fin dalla sfida con l’Inter. Del resto deve farlo per salvare la panchina, messa fortemente a rischio dalle ultime sconfitte».
L’Inter può risentire della sfida di martedì con il Barcellona?
«Secondo me sì, sia dal punto di vista fisico che morale. A Firenze si vedranno molti degli elementi che martedì sera hanno dato l’anima contro i “blaugrana”, complici i tanti risultati che hanno falcidiato la rosa di Conte. In più ci sarà anche il contraccolpo psicologico per non aver centrato un obiettivo che sembrava alla portata. Vero anche che ci sarà grande voglia di rivalsa, ma penso che in qualche modo la fatica di martedì si farà sentire».
Tatticamente che partita ne esce?
«Questa è tradizionalmente una partita ricca di reti e credo che le emozioni non mancheranno. Conte e Montella se la giocheranno a viso aperto; Antonio vuole il successo per mantenere la vetta della classifica, Vincenzo per puntellare la traballante panchina. Ci si divertirà al Franchi».
Come finisce, e quali i possibili protagonisti?
«Partita difficile da decifrare, entrambe hanno bisogno di un risultato positivo. Se proprio devo esprimermi dico pareggio, un risultato che mi farebbe felice, del resto stiamo parlando dei miei due grandi amori calcistici. Riguardo ai match winner, dico Chiesa, potrebbe essere la partita della svolta per il figlio d’arte, e Vlahovic, attaccante di grande prospettiva, tra i viola e la super coppia Lukaku – Lautaro Martinez nell’Inter». —
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