Gioco
Viola, abbiamo un problema Sette gol nelle ultime otto Pedro scalpita: sarà titolare?
FIRENZE. Alla ricerca del gol perduto. Se la Fiorentina negli ultimi 40 giorni ha smesso di vincere conquistando un solo punto (1-1 al Franchi contro il Parma) e inanellando ben quattro sconfitte consecutive non dipende soltanto da un reparto difensivo che ha perduto sicurezza e attenzione (oltrechè capitan Pezzella per infortunio) rispetto a inizio stagione, ma anche da un attacco che si è praticamente inceppato. I numeri sono impietosi: sono in tutto 7 le reti realizzate nelle ultime otto partite, addirittura appena tre quelle segnate nelle ultime quattro. Non va poi dimenticato che la doppietta di Vlahovic a Cagliari è arrivata nel finale quando ormai il risultato era compromesso mentre contro Verona e Lecce la Fiorentina non è andata a segno e domenica scorsa a Torino ha fatto centro a tempo ormai scaduto. Insomma, quello della prolificità e della concretezza sotto porta è un problema mica da poco. Dopo la cessione in estate di Giovanni Simeone al Cagliari è arrivato un centravanti, il brasiliano ex Fluminense Pedro, classe '97, che fin qui ha giocato appena un paio di spezzoni senza riuscire a incidere e soprattutto senza segnare. E dire che il suo acquisto è stato il più oneroso di tutta la campagna estiva, la prima sotto la gestione Commisso che nella fattispecie ha sborsato circa 13 milioni di euro più bonus. Certo che questa Fiorentina attesa da Inter e Roma prima della sosta ha un bisogno assoluto di riprendere a segnare e a fare punti: il brasiliano punta a conquistare la sua prima maglia da titolare, il più giovane Vlahovic scalpita a caccia del primo sigillo in A al Franchi e Boateng, appena una rete ad ora alla prima di campionato (con il Napoli) sta smaltendo gli acciacchi e si candida a rientrare domenica, cosa che invece appare ancora incerta per Ribéry. Nel frattempo, mentre salgono le quotazioni di Spalletti alla guida dei viola dalla prossima stagione, continuano a circolare nomi di colpi per l'attacco: da Berardi a Politano, da Dzyuba a Zubkov del Ferencvàros. —
Brunella Ciullini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google