Sicurezza
Questa volta ha vinto la “lepre” «Mi sono girato, ed ero solo...»
L’impresa del keniano Kipiego ad Abu Dhabi: era pagato per tirare i favoriti «Ma dopo 30 chilometri non ho più avuto dubbi e ho tirato fino al traguardo»
ABU DHABI. Succede raramente, molto raramente. Ma succede. A volte, in una gara impronosticabile come la maratona, legata a tante variabili (il meteo, la strada, le crisi improvvise...), accade che una “lepre”, ovvero un atleta pagato per tirare il gruppo e fare il ritmo a favore dei favoriti, si trovi in una situazione così favorevole da gettare alle ortiche i ruoli di partenza e.. prendersi la vittoria con relativo premio in denaro.
E’ successo ad Abu Dhabi, in una delle maratone più ricche del circuito, dove la lepre non solo vince, ma realziza una prestazione di assoluto livello mondiale. L’impresa porta il nome del ragazzo keniano Reben Kipiego che sul circuito che è stato ricavato proprio accanto al tracciato dove rombano i minoposto di Formula 1, ha chiuso la sua fatica di 42,195 chilometri in 2h 04’40”, migliorando di 38 secondi il suo personale e staccando il connazionale Joel Kimurer (2h06’21”) e l’etiope Fidaku Teferi Girma. «Ho cercato di regolare al meglio il ritmo per i primi trenta chilometri — ha detto — e mi sentivo molto bene. Quando mi sono girato e mi sono reso conto di aver distanziato il gruppo ho deciso di spingere fino al traguardo. Ho trovato delle condizioni di gara davvero ideali». Di alto livello anche la prova femminile, vinta dalla grande favorita Vivian Kiplagat. Anche per la keniana primato personale migliorato grazie a un eccellente 2h21’11”. Alle sue spalle l’etiope Wude Yimer Ayalew e l’altra keniana Klaya. «Felice di aver vinto — ha detto la Kiplagat, già vincitrice a Milano lo scorso aprile — e di aver stabilito il mio nuovo personal best. Credo che le condizioni di gara e il percorso siano state molto buone: sono passata alla mezza in 69 minuti e non ho perso moltissimo nella seconda parte». —
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