Inter-Roma, il match dei destini incrociati La sfida degli anni Duemila torna di moda
In estate Conte fu contattato da Totti ma disse di no ai giallorossi e Dzeko pareva già nerazzurro. Duello di nuovo al vertice
MILANO. E’ stato uno dei duelli più importanti nel calcio post-Calciopoli, quando il dominio bianconero era “in pausa”. Ma nel pieno del nuovo regno juventino, Inter- Roma torna a rivestire un ruolo rilevante, soprattutto grazie ai nerazzurri di Conte che cercano stasera l’occasione di un altro strappo in attesa dell’altro big match di domani sera all’Olimpico, quando la Juve dovrà affrontare l’arrembante Lazio.
Conte carica i suoi come al solito. «Bisogna tenere duro fino a Natale, senza piangersi addosso» e anzi «tenendo il petto in fuori, stringendo i denti e incrociando le dita», perché l'emergenza infortuni che continua a complicare i piani dell'Inter, non deve essere un alibi. E definisce la partita con la Roma «di altissimo livello di difficoltà», di quelle che piacciono al tecnico perché alzano l’asticella della verifica per la sua Inter. Il prossimo step sarà già martedì col Barcellona. Ma Conte pensa sfida per sfida e sottolinea più volte l'ottimo percorso fatto dalla Roma, quella stessa squadra che avrebbe potuto allenare se avesse accettato la proposta di Totti. «Con Francesco mi lega un'amicizia. Mi ha chiamato, abbiamo parlato. Ho fatto delle valutazioni. Non ho sentito che era il momento giusto. Ho declinato ma in maniera molto rispettosa, perché è una grandissima piazza e un giorno me l'augurerei perché è un'esperienza incredibile».
Ma intanto su quella panchina siede con successo Paulo Fonseca , lieto della buona notizia che arriva da Trigoria: Dzeko a San Siro ci sarà. Il bosniaco (che in estate sembrava già dell’Inter) ha smaltito l’influenza ed è regolarmente tra i convocati, ma sarà in campo dal primo minuto o partirà dalla panchina? Fonseca non lo chiarisce, anche perché non vuole dare nessun vantaggio all'avversario.
La pretattica del portoghese però non finisce qui. Non potendo contare su Kluivert (out così come Pastore e Fazio) dovrà decidere a chi assegnare la maglia da esterno sinistro offensivo (a destra rientrerà Zaniolo dopo aver scontato il turno di squalifica, mentre Pellegrini sarà il trequartista). Il ballottaggio sembra ristretto a Perotti e Mkhitaryan. «Giocare contro una grande squadra come l’Inter - dice Fonseca - è una grande opportunità per noi di dimostrare che siamo in un buon momento».
Dal canto suo Conte guarda il calendario e spera che i giorni passino velocemente, aspettando il 2020 e il rientro di Sensi, Barella e Sanchez. Per ora però, nella settimana più delicata da quando guida l'Inter, l'ex ct non può che affidarsi ai soliti noti, con l'aggiunta di Borja Valero al posto di Gagliardini, anche se non è escluso l'utilizzo di Asamoah in posizione più accentrata. E non coltiva rimpianti per la rinuncia a Nainggolan che sta trascinando il Cagliari. Per fare parte dell'Inter di Conte servono dedizione, inclinazione al sacrificio, grande professionalità e nessun individualismo. Regole che hanno cambiato il volto alla squadra.
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