Italia
le pagelle
10 Lewis Hamilton Ottantaquattresima vittoria in carriera per il campione inglese. È l’undicesima dell’anno, la quinta centrata sul circuito di Abu Dhabi. L’inglese è una vera e propria macchina da guerra e lo ha dimostrato fino all’ultima gara, chiudendo da autentico dominatore la stagione. Ieri si è preso il lusso di conquistare anche il punto supplementare per il giro più veloce in gara. Nel corso della pausa invernale i suoi avversari devono sperare in un Hamilton meno competitivo nel 2020, altrimenti sarà dura per tutti.
8 Max Verstappen L’olandese fa il possibile e guida in modo concreto e pulito. Con la testa di uno destinato a breve a recitare il ruolo del campione. Un secondo posto che vale il 31° podio in carriera (9° quest’anno e il 3° consecutivo). Se la Red Bull dovesse continuare su questa strada, sembra essere lui il rivale più accreditato per “re” Hamilton.
8 Valtteri Bottas Partito dalle retrovie, si rende protagonista di una discreta gara e chiude in quarta posizione. Una gran bella rimonta da parte del finlandese, specialmente perché in gran parte del gran premio non si poteva utilizzare il Drs. Appassionante la lotta con Leclerc per il podio.
7 Charles Leclerc Partenza brillante e gara con il coltello tra i denti, ma macchina nuovamente non all’altezza delle aspettative. Per lui, comunque, arriva un podio significativo, il decimo in carriera. Nessuno, all’inizio della stagione, avrebbe scommesso sul fatto che Leclerc chiudesse l’annata da numero uno della Rossa, Ed invece è successo. Anche ieri la strategia della Ferrari si è dimostrata abbastanza masochista: pit stop all’undicesimo giro nonostante la gomma media. Una scelta poco comprensibile, visto che lo stesso Leclerc ad inizio gara aveva manifestato zero degrado.
6 Sebastian Vettel Gara anonima come un po’ tutta la stagione. Ad inizio gara ha avuto la possibilità di superare Verstappen, ma non è stato così incisivo da chiudere la porta all’olandese nel controsorpasso. A peggiorare la situazione ci ha pensato anche il team con il primo pit stop: problemi con il fissaggio dell’anteriore sinistra e cinque secondi persi dal gruppo dei primi. È diventato padre per la terza volta: ci auguriamo che non avesse ragione Enzo Ferrari, il quale sosteneva che per ogni figlio nato un pilota perde un secondo di velocità.
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