Sicurezza
La Lazio è un’orchestra Immobile segna, diverte: è terza da sola
ROMA. Sesta vittoria di fila in campionato, settima di Simone Inzaghi contro l’Udinese, con doppietta di Ciro Immobile, giunto a quota 17 reti. Sono i numeri della Lazio che battendo 3-0 i friulani blinda il terzo posto e prepara al meglio l’accoglienza, sabato sera, a una Juventus avvelenata per aver perso la vetta della classifica. Oltre a Immobile, Correa, Luis Alberto e Lazzari spiccano tra i padroni di casa. Senza dimenticare l’allenatore, al quale la Nord dedica un lungo, meritatissimo, applauso al fischio finale. Difficile decifrare la prova dell’11 di Gotti. Incassato dopo pochi minuti il primo gol, non ha più trovato l’energia per abbozzare una reazione, finendo per soccombere mentalmente prima ancora che nel gioco. Unica pecca, dela Lazio a voler essere fiscali, è l’esagerata ricerca del fraseggio nei pressi del dischetto, dove gli avversari si affollano e le probabilità di perdere palla crescono. Così la Lazio spreca un paio di occasioni pericolose. Soprattutto Correa è imprendibile e l’argentino si procura due rigori, costringendo al fallo Ekong e Nuytinck. Sul primo (36’, trasformato da Immobile) l’arbitro Di Bello sorvola, ma il Var lo richiama e gli fa cambiare idea. Sul secondo (46’, in gol Luis Alberto, con dedica ai genitori in tribuna) non ha dubbi. La partita aveva però già preso la sua strada al 9’, quando Immobile aveva realizzato l’1-0 tra le proteste dell’Udinese per una presunta spinta di Milonkovic, autore dell’assist, su Becao. Chi si aspetta la reazione dell’Udinese nella ripresa resta deluso perché, nonostante il calo dei ritmi, gli ospiti mantengono un atteggiamento passivo. —
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