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L'Inter verticale e il peso Ronaldo
Segnate questo turno di campionato con un bel cerchietto rosso: può essere fondamentale in ottica scudetto. Il sorpasso dell'Inter in classifica è molto più pesante del singolo punto che la separa ora dalla Juventus. Ha infatti un valore psicologico molto importante, che porta la Vecchia Signora a una seria preoccupazione. Perché che i nerazzurri sarebbero stati un avversario ostico, un osso duro nel corso della stagione, era già stato preventivato in estate, con l'arrivo di Conte e l'allestimento di una rosa di tutto rispetto.
Ma nessuno si aspettava che una squadra con moltissime novità potesse tenere testa ai bianconeri così strenuamente sin dai primi mesi. I progressi dell'Inter sono stati sorprendenti anche per i più ottimisti, al punto che ormai non si può fare a meno di considerarla una seria candidata al titolo. Merito di una fame di vittorie che non si vedeva da tempo, e che è evidente ogni volta in cui la squadra scende in campo.
L'alto numero di gol nella prima mezz'ora non è certo un caso: è anzi la dimostrazione della voglia di vincere, di prendersi subito il risultato. Se Lautaro è diventato uno specialista dei gol veloci lo deve anche al gioco verticale dei compagni. L'Inter sta bene di gamba e di testa, e attende nuova linfa dal mercato. In casa Juve sono chiamati a un'attenta riflessione: la stagione è lunga ma la sensazione è che quest'anno non siano permessi troppi passi falsi.
E allora, bene risolvere subito il "caso" Ronaldo: anche un fenomeno deve avere il tempo di rimettersi in forma se non sta bene fisicamente. Farlo giocare in condizioni precarie non giova né a lui, né alla Juve. Una squadra ha bisogno di certezze.
E la certezza dei bianconeri ora si chiama Dybala. I compagni si aspettano che l'uomo più in forma giochi dall'inizio, vederlo in panchina a vantaggio di un CR7 involuto non è un bel segnale. Vale lo stesso discorso per il centrocampo, dove non ci sono punti fermi, ma "porte girevoli", con giocatori che entrano ed escono non sempre seguendo una logica.
Insomma, l'impressione è che da un lato la Juve abbia l'assoluta necessità di ritrovare il vero Ronaldo, e dall'altro non abbia tante altre occasioni per fare esperimenti. Perché sì, è soltanto un punto, ma quelli che ora sono davanti non hanno alcuna intenzione di mollare...
(a cura di Giorgio Carlini)
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