La protesta
Lautaro, il serial bomber che colpisce all’alba 9 gol su 11 nei primi 30’, l’Inter ha il suo sorriso
Rapido, letale, pronto a calarsi mentalmente nel match: ecco i segreti del Toro. Lukaku accusa: cori razzisti a Praga
MILANO. In Italia o in Eureopa, per lui non cambia molto: Lautaro Martinez colpisce sempre all’alba delle partite. I numeri sono chiarissimi: degli undici gol in stagione, 6 in campionato e 5 in Champions, l’argentino ne ha realizzati nove nei primo 30 minuti. L’ultimo della serie l’altra sera a Praga, una girata di incredibile rapidità sul suggerimento da fondo campo del “gemello” Lukaku. Anche a Barcellona ed a Dortmund l’approccio della partita del “Toro” era stata davvero notevole: il contropiede che ha bruciato Ter Stegen e oil tocco sotto il muro giallo dello stadio tedesco sembrano ormai dei marchi di fabbrica.
Lautaro, insomma, carbura subito: questione di attitudine mentale, certo, della capacità di calarsi subito nel mood della partita, ma a anche di doti fisiche, con quello scatto bruciante che spesso prende di sorpresa difensori ancora...intorpiditi.
In generale, la serata di Praga ha regalato un’Inter compatta, cinica e tutt'altro che pazza, anzi solida e matura: in poco più di due mesi, la squadra nerazzurra è cresciuta ed è in grado di gestire pressioni, infortuni, imprevisti e sfortuna. La vittoria in Champions League ha riaperto le speranze di qualificazione agli ottavi ma, soprattutto, ha rafforzato ancora di più la squadra che nonostante le numerose assenze è imbattuta dal 20 ottobre, è riuscita a rendere avvincente un campionato monotono come era diventata la Serie A e ha nelle sue mani il destino europeo. Basta vincere a San Siro contro il Barcellona già qualificato. Il valore aggiunto, ovviamente, è la coppia delle meraviglie Lukaku-Lautaro Martinez. I due attaccanti hanno già realizzato undici gol a testa con la maglia dell'Inter, il 58% delle reti totali realizzate dalla squadra. Numeri che potrebbero anche sbriciolare i record di un'altra coppia storica come quella di Vieri e Recoba. L'argentino, come Skriniar, però dovrà stare attento alle ammonizioni perché, diffidato, rischia di saltare la sfida contro la Roma. Lukaku si è trasformato in uomo assist e si è confermato leader indiscusso. Non lo ha scalfito il gol annullato nel primo tempo, come neppure i cori razzisti che ha sentito in due occasioni durante la partita. Ha deciso di non esultare portandosi la mano alle orecchie, ma non si è scomposto e ha risposto nel migliore dei modi, decidendo la partita. «L'ho detto l'ultima volta in cui ero con la Nazionale belga, la Uefa deve fare qualcosa per risolvere questo problema perché situazioni del genere in uno stadio non sono giuste. Oggi (ieri, ndr) mi è successo due volte e non va bene che accada alle persone. Siamo nel 2019, ci sono molti giocatori di diverse nazionalità nelle loro squadre e quando allo stadio vanno persone che per me si comportano in modo sbagliato loro rappresentano un esempio negativo per i bambini». —
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