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CHAMPIONS LEAGUE: LA SFIDA DELLO STADIUM 

Dybala, una carezza può abbattere un muro

Dybala, una carezza può abbattere un muro

La geniale punizione dell’argentino punisce il 4-4-2 ruvido di Simeone: la difesa poi regge. Juve matematicamente prima

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TORINO. A volte, una carezza può abbattere un muro. la carezza, geniale, è quella di Paulo Dybala che al tramonto del primo tempo estrae dal cilindo una punizione quasi impossibile che incenerisce Oblak. Cade così il muro di Simeone, quel 4-4-2 appiccicaticcio contro il quale giocare è davvero difficile. I grandi campioni a questo servono: a decidere le partite antipatiche come questa, quando sfondare sembra impossbile . Tutti i nsalmi finiscono in gloria per la Juve, matematicamente prima e ancora una volta chirurgica nello sfruttare le occasioni. Bianconeri non bellissimi, ma quantomai solidi e quadrati, soprattutto dietro dove de Ligt sta facendo passi da gigante e somiglia molto al fenomeno ammirato nell’Ajax. Ancora indietro Ronaldo, fisicamente non esplosivo ma umile nel dare il suo contributo.

Una Juve molto sarrista, in partenza: tocchi di prima, palla bassa, Atletico schiacciato nella sua area. Dopo 9’ arazzo Ramsey-Dybala, sinistro bloccato da Oblak. Si diverte, la Juve, ma davanti ha una squadra vera, tignosa, matura, che non a caso inizia a guadagnare metri con il suo gioco essenziale: per due volte Saul va alla conclusione, sulla seconda Szczesny la tiene in due tempi (24’). Contro un 4-4-2 così bloccato e stretto, la Juve perde progressivamente di efficacia: tanto giro palla, ,ma poche chances davanti a Oblak. Solo Dybala illumina con uno stop aereo e un tunnel di tacco da urlo, ma il primo tempo si chiude con un solo, vero tiro in porta per i bianconeri.

Ci vuola la magia, e il prestigiatore la Juve ce l’ha, e veste il numero 10. Accade al 46’: punizione decentratissima a destra, non lontano dalla linea di fondo. Tutti, compreso Oblak, si aspettano il cross nel mucchio e invece Dybala decide di fiondare tagliatissimo sotto la traversa: palla che accarezza la traversa e si infila. Gol da genio assoluto.Crolla il piano partita del Cholo, che adesso deve attaccare, e metterla un pò sul calcio da saloon come piace a lui. Dentro la stellina Joao Felix, che si misura con il suo idolo e maestro CR7, dentro anche il fantasista Correa per aumentare l’impatto offensivo. La gara diventa molto fisica e Sarri mette Bernardeschi per dare una mano nel mezzo, al posto di un Ramsey abbastanza anonimo. Il ragazzo di Carrara si presenta al 66’ con un gran sinistro che lascia Oblak di sasso ma scheggia il palo. Lo Stadium si infiamma contro Simeone che non acconsente a restituire la palla dopo che Bonucci l’aveva messa fuori per soccorrere Ronaldo, acciaccato a terra: ambiente sempre più caldo. Morata si divora il pari al 94’: finisce in festa. —

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