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IL TECNICO BIANCONERO 

«Abbiamo l’istinto del killer e loro sono calati fisicamente»

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BERGAMO. «Giocare a Bergamo con l'Atalanta è difficile per tutti, perché ha intensità e ritmi inusuali per il calcio italiano. Ma noi abbiamo l'istinto del killer. Avevamo perso la testa - dice Maurizio Sarri - dopo il rigore contro, pensando agli episodi e non al campo. Ci facevamo portare via la palla, soffrendo l'ampiezza degli esterni con conseguente usura delle due mezze ali. La fortuna è averla pareggiata in una fase di stanca, ci ha dato la consapevolezza di poter provare a vincerla e così è stato. Siamo una squadra di grande qualità. La concentrazione dipende strettamente dall'intensità fisica: oggi abbiamo approfittato di un calo degli avversari che ha cambiato l'inerzia dopo l'1-1». Il primo cambio, quello di Bernardeschi, è stato l'unico obbligato: «Accusava nausea e problemi di respirazione, ha preso un colpo al diaframma». Dal canto suo, Gian Piero Gasperini è contento a metà: «Un solo sfortunato episodio ha rianimato una Juve alle corde. Abbiamo avuto più qualità in tutto, anche nel proporci. Il morale è calato ma non abbastanza da impedirci di provarci», rimarca l'allenatore atalantino. «Per noi sono tre punti persi dopo essere stati superiori in tutto per 75 minuti - prosegue il Gasp -. Il pari di Higuain è il sintomo di una giornata sfortunata: doppio rimpallo e deviazione di Toloi. Poi l'attacco della Juve ha fatto la differenza». Piccola polemica sulla gestione dei 'manì in area e altrove: «Una questione esplosa in questa stagione in modo poco comprensibile, perché il regolamento non è una scienza esatta ed è chiaro, ma ci sono troppe interpretazioni che generano confusione», riferimento al braccio largo di Cuadrado in caduta che ha preceduto il 2-1 bianconero e al rigore non dato di Can su Freuler. Gasperini non lamenta le assenze e guarda avanti: «Non c'erano Ilicic, Malinovskyi e Zapata, ma contro la Juve non avevamo mai dominato in queste proporzioni. Clinicamente Duvan è guarito ma difficile che recuperi da un giorno all'altro. Nemmeno Muriel, in vista della Dinamo, sta benissimo». —

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