Gioco
CIAO OASI AZZURRA ORA RITUFFIAMOCI FRA GLI ORRORI
È stata bella come un’oasi nel deserto, questa parentesi con la Nazionale fatta di bel gioco, vittorie e gioia negli occhi. Si è dissolta ieri sera e fino a primavera non ne parleremo più, immersi come saremo nel rovescio di una medaglia che più a due facce contrapposte di questa non si può. Da oggi si parla di nuovo del campionato, degli orrori legati al lobellismo degli arbitri e di chi li gestisce, al sabotaggio sistematico del Var, al seminar veleni e raccontar favole di un mondo che campa sui debiti miliardari e sperpera soldi per i soliti maneggioni. E con le prime partite, temo, si dovrà tornare a occuparci dei soliti razzisti sugli spalti, di qualche misura che farà l’effetto dell’acqua fresca su ferite profonde. La realtà è anche quella di missive con pallottole agli allenatori e arbitri picchiati nelle serie minori: un mondo impazzito che dovrebbe solo ispirarsi al calcio della nazionale.
Ma servirebbe una guida vera, non una congrega animata dal Festival dell’ipocrisia, che per giustificare incassi da 0,2-0,4 per cento del fatturato delle squadre interessate tornerà a giocare la Supercoppa in Arabia Saudita. Stavolta a Riad, il 22 dicembre, stavolta senza apparenti limitazioni per il pubblico femminile. Un piccolo passo in un regno della crudeltà, dove resta pesante la repressione verso pacifici dissidenti, giornalisti e studiosi, dove i difensori dei diritti delle donne vengono arrestati, dove ci sono ancora decapitazioni pubbliche, frustate sulla pubblica piazza, torture e discriminazioni religiose. Sempre la Lega Serie A è alle prese con le grandi manovre per ottenere più soldi dai diritti tv, brandendo di nuovo la “minaccia” di un canale in proprio dove aggiungere alla regia unica anche telecronisti e commentatori al soldo dei padroni. Sarebbe la fine, anche se già così ci siamo molto vicini. Eh sì, proprio un brusco risveglio fra gli orrori. —
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