Italia
ORA PENSIAMO SOPRATTUTTO AI PUNTI DEBOLI
Certo, non è la prima cosa che viene in mente. In momenti come questi, con i colori azzurri legati a una lunga scia di successi, è molto più semplice unirsi alle Olimpiadi delle coccole. Con bel gioco e record di vittorie è la cosa più naturale, specie se pensiamo a come eravamo messi due anni fa.
Ma limitarsi a ciò renderebbe vano questo festival della bella statistica e anche il fatto di giocarsi Euro 2020 da teste di serie e con tre partite iniziali a Roma. E poi, in fondo, è più facile cercare quel (poco) che potrebbe non andare quando nell’aria c’è ancora l’aroma della sera del dì di festa. Il ct Mancini ne è consapevole. Ha sempre avuto parole oneste in questo senso e non si è mai nascosto. Dopo la Nations League aveva dichiarato che nel girone di qualificazione la sua Italia «poteva e doveva vincerle tutte». E lo ha fatto, soffrendo il giusto, offrendo quasi sempre grande spettacolo.
Però, al netto dell’impresa appena compiuta, Francia, Germania, Spagna e Inghilterra appaiono oggettivamente superiori e non di poco e vanno guardati con rispetto anche Portogallo e Belgio. In attesa di amichevoli di peso a marzo, un paio di domande sul livello dei giocatori a disposizione in certi ruoli dobbiamo farcele. E riguardano la fascia destra della difesa e il centro dell’attacco. Per la retrovia conforta la corsa alla piena ripresa del milanista Andrea Conti. Per il posto di bomber Andrea Belotti e Ciro Immobile non sono pari alla fama di numeri 9 storici. Mancini, negli altri ruoli dell’attacco, ha saputo rivitalizzare Bernardeschi e Insigne, in crisi con le loro squadre. Ma si sta parlando di giocatori di un cabotaggio superiore, al pari di Chiesa. Ecco, a un certo punto, era stato sperimentato anche un modulo senza un vero 9 e un tridente “rotante”. Mancini ha saputo ottenere il 120 per cento da tutti, magari sarà proprio lui – se non spunteranno nuovi fenomeni – a stupirci con altre scelte spiazzanti, da top player della panchina. —
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