Gioco
Un “pugno” contro Taison Si ribella ai buu razzisti e l’arbitro lo espelle...
ROMA. Dall'Italia all'Ucraina, fino ad arrivare in Israele. La rivolta dei calciatori contro gli insulti razzisti si allarga e valica i continenti. Non solo Mario Balotelli, che il 3 novembre scorso a Verona ha calciato il pallone verso gli spalti, quindi ha minacciato di lasciare il campo a partita in corso, ma anche Taison, brasiliano dello Shakhtar Donetsk, si è ribellato e, durante una partita del campionato ucraino, ha scagliato il pallone in curva, prima di esibire il dito medio contro chi lo aveva seppellito con gli ululati. Peccato che l'arbitro lo abbia espulso, facendolo scoppiare in lacrime: «le mie erano lacrime di impotenza, ma io non starò mai zitto». Iil flagello razzista ha investito l'ex difensore del Psg Antoine Conte, che gioca in Israele, nel Beitar Jerusalem: il giocatore, sul campo del Maccabi Haifa (3-1), è stato sommerso dai soliti, famigerati «buuu» e alla fine si è sfogato sui social, parlando di «goccia che ha fatto traboccare il vaso». «Non è la prima volta che mi fanno questi versi in Israele», ha poi aggiunto. Sempre via social è arrivato lo sfogo di Taison. «Non starò mai zitto di fronte a un atto così disumano e spregevole», ha scritto il brasiliano su Instagram. —
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