Italia
Radja Nainggolan cuore di Sardegna: una scelta di vita, come Gigi Riva
Cresce Correa, il talentuoso argentino della Lazio. Dybala entra e colpisce. Nel tennis vola Sinner, scivola Berrettini
Nainggolan
(Cagliari)
10 - Eccessivo paragonare l’indomito guerriero Radja Nainggolan a Gigi Riva? Forse sì, però i due hanno in comune la scelta dettata dal cuore per la maglia del Cagliari. Poi è evidente che l’uno è una leggenda e ha regalato alla Sardegna uno scudetto, l’altro è solo il principale protagonista di una cavalcata che non si sa come andrà a finire. Comunque il Cagliari in zona Champions è tanta roba. Una sorpresona. Gradita.
Jannik Sinner
(Tennista)
9 - Sinner in inglese significa peccatore. Di sicuro la cosa non riguarda il nostro Jannik che, almeno sui campi da tennis, non pecca. Anzi, i peccati li fa scontare agli altri. Con l’ultima impresa (la scoppola rifilata a De Minaur, n. 18 al mondo) il giovanotto ha confermato di avere un’autostrada davanti. Abbiamo trovato il novello Panatta? Il sospetto c’è. Forse anche meglio...
Joaquin Correa
(Lazio)
8 - Lo chiamano "El Tucu". Uno pensa che il soprannome sia legato alle sue eccellenti capacità di dribbling e palleggio (tipo: ti faccio il tunnel), invece è solo perché è nato nella provincia argentina di Tucuman. Ieri doppietta per Correa, talento enorme che, quando non si concede improduttive pause, sa trascinare la Lazio. Elegante a vedersi, può essere l’anno dell’esplosione.
Paulo Dybala
(Juventus)
7 - Ancora lui, sempre lui. Con tutto il rispetto, altro che Cristiano Ronaldo. Il vero fenomeno è uno che d’estate, nell’incredulità generale, la Juventus voleva sbolognare non si sa dove. Paulo Dybala carica le pile in panchina, poi entra e rovescia il mix di rabbia e talento sull’avversario di turno, in questo caso un Milan che non aveva nemmeno demeritato. Joya pura.
Sprocati e Cornelius
(Parma)
6 - Sprocati e Cornelius, i parmensi affossatori della Roma. Senza offesa: chi sono costoro? Una domenica di notorietà per giocatori non certo abituati ai massimi palcoscenici. Mattia Sprocati è un buon attaccante, soprattutto esterno, e anche Andreas Cornelius, di passaporto danese, si muove preferibilmente nelle aree avversarie. Bene, bravi, speriamo (per loro) bis.
Il Palermo
(Serie D)
5 - Vabbè, un 5 per modo di dire... Solo per segnalare che il Palermo, dominatore del girone I della serie D (dove è inopinatamente precipitato), ha perso la prima partita dopo dieci vittorie consecutive. I rosanero, per la cronaca, sono stati infilzati in casa dal Savoia. Hanno comunque un vantaggio abissale sulle inseguitrici, auguri per un pronto ritorno in serie C (intanto).
Matteo Berrettini
(Tennista)
4 - Non vogliamo essere ingenerosi: perdere con Djokovic ci sta, anzi, è altamente probabile per tutti. Certo, Berrettini poteva fare un gocciolino meglio del 6-2, 6-1 con cui si è fatto liquidare dal pluridecorato antagonista. Bellissima una sua dichiarazione dopo la partita: «Mi sembrava di essere in un flipper, le palle arrivavano da tutte le parti». Viva la fantasia e la sincerità.
Paulo Fonseca
(Allenatore Roma)
3 - Queste sì che sono occasioni sprecate! Fonseca poteva telecomandare la sua Roma al terzo posto solitario, invece la sconfitta di Parma lo fa scalare in quinta posizione, scavalcato anche dai cugini laziali. Bah, che dire, i giallorossi danno l’impressione di essere l’ennesima incompiuta. Unica consolazione: rispetto al marasma di Napoli, Roma è un’oasi di serenità.
Andrea Petagna
(Spal)
2 - Sbagliare un rigore decisivo al 98’ è terribile. Non vogliamo dunque infierire sul comprensibilmente funereo umore di Andrea Petagna, che con il suo errore dal dischetto ha negato alla Spal un’utilissima vittoria-salvezza a Udine. Ma resta il fatto che quelli sono punti persi per strada, che poi magari pesano come macigni sul conto finale. Freddezza, ci vuole, freddezza.
Vincenzo Montella
(Allenatore Fiorentina)
1 - Come il suo collega ispano-britannico Guardiola (vedi riquadro a destra), Vincenzino ha incamerato un’ubriacatura che non dimenticherà tanto facilmente. Perdere 5-2, dopo aver subìto l’onta del 5-0, non è da Fiorentina. Il Cagliari sembrava il Real Madrid dei tempi migliori. Merito suo, certo, ma anche profondo demerito viola. Ribery, dove sei finito?
Pep Guardiola
(Allenatore Manchester City)
0 - Per quest’anno, a meno di una clamorosa remuntada, addio sogni di gloria in Premier League. Perdendo nettamente lo scontro diretto con il Liverpool, il Manchester City è quarto in classifica a nove punti dagli indiavolati Reds. Pep Guardiola sta ancora cercando di tamponare la sua difesa dalle scorribande di Fabinho, Salah e Mané. Spettacolo puro ad Anfield Road.
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