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Napoli e cagliari opposti estremismi

Corrado Orrico
Napoli e cagliari opposti estremismi

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Nel calcio, il tempo è un "giudice imparziale": può condannare la mancanza di comportamenti seri, o premiare la filosofia del lavoro. È quanto sta accadendo a Napoli e Cagliari, assoluta delusione la prima e incredibile sorpresa la seconda. Che a Napoli ci fossero problemi, in termini di costruzione della rosa prima e convivenza nello spogliatoio poi, era ormai chiaro a tutti. Ora è scoppiato il caos, logica conseguenza di difficoltà che arrivano da lontano. Da una parte, c'è un presidente che ha speso più di quanto abbia mai fatto in passato, che si aspetta risultati migliori, e che punisce la squadra con il ritiro. Dall'altra parte ci sono i giocatori, che prendono una decisione clamorosa e mettono fine al "castigo". In questo quadro, chi manca è il tecnico: Ancelotti cosa fa? Dov'è? Da che parte sta? Lui, da sempre definito dalla critica allenatore vincente, d'esperienza e carismatico, è assente. Il primo legame in una squadra è quello tra proprietà e tecnico: se manca questo, manca tutto. Ancelotti avrebbe dovuto opporsi alla volontà dei giocatori e far rispettare le regole, pur severe, stabilite dalla società. Anche perché in fondo questa linea dura è dettata dalla mancanza dei risultati: erano anni che il Napoli non si trovava così dietro in classifica.

Quindi un po' di responsabilità sarà pure dell'allenatore e dei giocatori, o no? I silenzi, il non prendere di petto le situazioni negative, sono un brutto segnale anche per il futuro di questo Napoli.

Musica totalmente diversa invece in Sardegna: la vera rivelazione del torneo è il Cagliari di Maran. Un tecnico abituato a lavorare a fari spenti, in sordina, e per questo sottovalutato rispetto a molti suoi colleghi esaltati a dismisura. L'allenatore ha organizzato una realtà sorprendente per dinamismo, spirito di sacrificio e tecnica.

Non solo: è riuscito a trasformare il limite dell'assenza di Pavoletti in un vantaggio, poiché i sardi giocano senza riferimenti e fanno delle incursioni in area dei centrocampisti la loro arma vincente. C'è chi è convinto che nel nostro campionato non ci sia spazio per la crescita delle medio-piccole. In realtà, c'è sempre spazio per le idee. In tutti gli ambienti di lavoro, prima o poi, le buone idee riescono a imporsi. E il Cagliari è una buona idea di calcio.


 

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