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La corazzata Armani Milano travolge l’OriOra Pistoia

Elisa Pacini
Castelli al tiro
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Castelli al tiro

Mai in discussione il punteggio che vede i lombardi chiudere con un vantaggio di venti punti sui biancorossi

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MILANO. Nessuna sorpresa. Al Forum d’Assago, nel posticipo dell’ottava giornata di serie A1, la Milano da bere targata Armani si tracanna l’OriOra. Che partita già con l’abito rattoppato da casa per l’assenza di Johnson, è finita fuori presto dalla passerella su cui è sfilata tutta la profondità e la solidità della squadra di Messina. Che pur senza i lustrini dell’abito di gala, vista la scelta dell’ex ct azzurro di concedere un turno di riposo sia al vicecampione del mondo Luis Scola che al bivincitore di Eurolega, Chaco Rodriguez, si è presa l’intera scena. Relegando l’OriOra, verso cui ha confermato senza pietà la netta superiorità tecnica e fisica, a quell’indigesto ruolo di comparsa di cui Michele Carrea avrebbe fatto volentieri a meno.

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Perché se non era certo al Forum d’Assago che Pistoia si poteva illudere di riaprire veramente la corsa salvezza, il coach biancorosso alla “prima” nella sua Milano pur se sulla panchina degli ospiti, aveva chiesto una gara di 40’, cercando un passo avanti nella continuità e nella solidità nel corso del match. I minuti in cui l’OriOra è stata o comunque ha provato a rimanere attaccata ad una gara su cui Milano ha messo subito le mani (19- 5 al 6’), sono stati molti meno. I migliori quelli tra la fine del complicatissimo primo quarto (chiuso sotto 21- 12) e l’inizio di quello che si è rivelato essere un tragico terzo quarto, in cui il 33- 15 delle scarpette rosse ha chiuso anzitempo la gara con Milano oltre il +30. Nel mezzo un secondo quarto in cui per due volte l’OriOra ha toccato il -5, senza riuscire però davvero mai a riaprire la contesa, dopo la terza sirena un lungo garbage time. Senza Johnson, gli occhi erano puntati sugli altri titolari ma Dowdell, Petteway (seconda gara sotto i 10 punti per uno dei punti di riferimento offensivi di Pistoia) e Brandt hanno fatto grande fatica, mentre Jean Salumu si è confermato il più vivace ma senza riuscire a trovare gli spazi conquistati contro Trieste. La difesa milanese, esplosiva (4 stopponi nel primo tempo da Biligha e soci) quanto granitica, ha portato ancor più a galla i noti limiti offensivi di Pistoia affettata in difesa dal talento collettivo dell’Olimpia. Uno di quegli avversari con cui, oggi come oggi, tra infortuni ed equilibri da consolidare, Pistoia è lontana dal poter giocare alla pari. Speriamo che ci riesca col tempo, ma molto più importante è puntare al sodo e dopo il deragliamento meneghino, tornare sui binari di quella crescita vista fino alla vittoria contro Trieste puntando alla fondamentale gara di domenica contro Cantù. Pronti via e Pistoia approfitta di un inizio lento dei padroni di casa per portarsi avanti 2-5 con i liberi di Brandt e la tripla di D’Ercole, in quintetto insieme a Dowdell, Wheatle, Petteway e Brandt. Poi Milano si scioglie e Pistoia si blocca. Il parziale di 17-0 travolge l’OriOra che per 5’ non segna mentre Brooks, Roll e Biliga fanno quello che vogliono. Spezza Petteway con una tripla di tabella, Dowdell ci mette una toppa ma lo svantaggio OriOra è in doppia già alla prima sirena (21-12). Nel secondo quarto la gara sembra più viva, Della Rosa crea ma non finalizza, l’azzurro Brooks invece accarezza ripetutamente il canestro e Milano vola 28- 18. Un’altra tripla di tabella (stavolta di Wheatle) sembra dare la scossa e l’OriOra per due volte si porta a -5, approfittando dei viaggi in lunetta di Landi e Petteway (32-27). Non sembra vero visto il 14 di metà primo quarto, ma Milano la gela ancora, con un altro megabreak di 10-1 che porta all’intervallo l’Olimpia abbondantemente avanti (42- 28). L’illusione di una nuova rimonta ospite (44-34 al 23’) si infrange con il quarto fallo e l’uscita di Salumu e soprattutto con il valzer di triple che bucano la zona pistoiese: in un amen Milano piazza 4 siluri con Brooks, Micov, White e Mack (59- 36) che diventano sei nel terzo quarto chiuso con l’eloquente 75- 43. Pistoia va in tilt, affonda e riemerge solo nel finale di gara quando Milano allenta e riesce a limare lo svantaggio finale. Arrivando con grande fatica a superare quota 60 al 39’. —
 

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