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Juve-Milan di “Nanu” Galderisi «Tante reti, credo finirà 3 a 2»

Alessandro Guerrieri
Juve-Milan di “Nanu” Galderisi «Tante reti, credo finirà 3 a 2»

In bianconero una volta contro i rossoneri segnò una tripletta: «Mi aspetto un grande Suso. Fra i padroni di casa sarà la partita di Higuain e Douglas Costa»

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14 Febbraio 1982, l’Italia intera guarda al “Comunale” di Torino, va in scena Juventus – Milan, uno dei classici del nostro campionato; dal cilindro Trapattoni estrae un piccolo attaccante, “Nanu”, non a caso…, Galderisi che gli risolve la partita con una fantastica tripletta.

37 anni dopo, “Nanu” fa l’allenatore - lo scorso anno ha compiuto un mezzo miracolo al timone del Gubbio - e mentre aspetta la telefonata giusta per rimettersi in gioco, analizza con noi la grande sfida dello “Stadium”. Juventus e Milan, due esperienze importanti nella sua carriera: «A Torino sono arrivato che avevo appena 13 anni; con la casacca bianconera sono diventato uomo e giocatore affermato, vincendo due scudetti ed una Coppa Italia. Ricordi bellissimi, sublimati da quella indimenticabile tripletta del campionato 1981/82. Anche se sono trascorsi quasi 40 anni me la ricordo come fosse ora, era il giorno di San Valentino, sensazioni meravigliose che rimarranno sempre con me. Al Milan arrivai nel primo anno dell’era Berlusconi, forse troppo presto; in panchina c’era ancora il barone Liedholm, poi esonerato per far posto a Fabio Capello, fu una stagione in chiaroscuro, anche se si capiva che, come una volta mi disse Berlusconi prendendomi a braccetto, il Milan sarebbe diventato una delle squadra più forti del mondo».

Adesso la Juve vola, il Diavolo batte in testa: «La Juventus, nonostante alcuni soloni pontifichino che non si vede ancora la mano di Sarri, in questa stagione può davvero vincere tutto, in Italia ed in Europa. Stiamo parlando, del resto, di una squadra ancora imbattuta, in testa al campionato e qualificata per gli ottavi di Champions con 180’ di anticipo. Discorso diverso per il Milan; i rossoneri giocano con il freno a mano tirato, complice la paura di sbagliare, questa è, secondo me, la causa dei pessimi risultati ottenuti finora».

Lei avrebbe cambiato il mister?

«Reputo Giampaolo e Pioli, con cui da giocatore ho condiviso l’esperienza bianconera, due ottimi allenatori; per esprimere un giudizio, però, bisognerebbe conoscere meglio le situazioni. Di certo la società prima di procedere all’esonero di Giampaolo ci avrà pensato non una ma cento volte. Adesso bisogna guardare avanti e lavorare duro, è soltanto con il lavoro che si esce da situazioni come queste, senza guardare la classifica o porsi obiettivi, come la Champions, al momento utopistici».

Veniamo alla sfida di Torino, che partita sarà?

«Il Milan, per mentalità, andrà a giocarsela, ovviamente con le dovute attenzioni; se i rossoneri si chiudono, prima o poi un gol lo prendono; per sperare in un risultato positivo devono essere attenti e, nel contempo, sbarazzini provando a far male alla Vecchia Signora. Immagino una partita maschia, nervosa, nella quale si vedranno diverse reti».

Quali i possibili mach winner?

«Nel Milan spendo una parola per Suso, uno che ha mezzi tecnici importantissimi, e per Piatek; il polacco va rigenerato, ma ha il goal sempre in canna. Anche Leao mi piace, è giovane ma possiede un grande talento. Nella Juve c’è solo l’imbarazzo della scelta, ed allora dico Higuain, tra l’altro ex di turno, e Douglas Costa, decisivo anche a Mosca».

Come finisce?

«Non sono un mago, ma secondo me ci saranno tante reti; ed allora perché non ipotizzare, dopo quasi 40 anni dalla mia tripletta, un altro 3-2 bianconero?» —

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