Italia
Gli “altri” viola del Certaldo festeggiano i 100 anni con il primato in Promozione
La società guidata dal presidente Boschini ha vinto la prima categoria e ora ha riacceso l’entusiasmo nel paese di Boccaccio
Una storia d’amore senza fine che ha celebrato quest’anno i suoi 100 anni di storia e che vede una squadra prima in classifica nel girone C del campionato di Promozione. È il pallone che rotola più viola che mai al Comunale di Certaldo dove la squadra del presidente Boschini ha celebrato il traguardo del centenario con la vittoria del campionato di Prima Categoria nella scorsa stagione e adesso si gode un primato in Promozione che sta riaccendendo l'entusiasmo di una piazza che negli ultimi anni aveva perso il calore per i propri beniamini. Una storia che a fine anno vedrà una mostra con decine di fotografie storiche e un libro che è stato già annunciato in piazza Boccaccio questa estate in occasione della festa del centenario con tanti giocatori e dirigenti che hanno scritto indelebilmente la storia del Certaldo. Tutto comincia sul finire della Prima Guerra Mondiale quando a Certaldo nasce il primo sodalizio calcistico con il nome di Unione Sportiva Boccaccio, la cui maglia aveva i colori rossoblù in onore del Genoa, principale squadra italiana e con una storia profonda. Dopo un periodo di amichevoli e tornei locali, la squadra si iscrisse ai tornei federali a partire dal 1921, iniziando a disputare il campionato regionale nella categoria U.L.I.C. (Unione Liberi Italiani del Calcio) che era appena sotto alle prime 3 categorie nazionali. Il primo campo di gioco della Unione Sportiva Boccaccio è stato quello in piazza dei Macelli, noto agli sportivi come piazza delle Palle, facendo da teatro a gare che avevano richiamato un pubblico sempre più numeroso e caldo. Un tormentone che nel corso del tempo non è cambiato e che vede tutt'oggi una profonda rivalità è quello con il Castelfiorentino, con il quale nacquero subito sentiti derby. Intramontabile il coro: “Olio, petrolio, acqua minerale per battere il Certaldo ci vuole la nazionale”.
Cori che sono stati scanditi da quei giovani di allora che adesso sono genitori e che si ritrovavano nei pullman pronti per sostenere i colori della squadra di paese. Sfide con il Borgo San Lorenzo, il Ponsacco, l’Impruneta oppure squadre ad oggi non più esistenti in quanto rappresentative di industrie del tempo quali la Pontecchi Sign, la De Micheli Firenze, l’Esperia di San Piero a Ponti e la Luporini. I rossoblù certaldesi si fecero onore in quei primi anni, soprattutto tra le mura amiche dove raramente vennero sconfitti, conquistando altresì vittorie prestigiose. La stagione 1927 - 1928 si disputò davanti al palazzo scolastico, dove ora sorge la rinnovata piazza della Libertà. La stagione 1930-1931 segnò la fine del U.S. Boccaccio a seguito degli incidenti avvenuti durante una gara di campionato e la società fu radiata dai ruoli federali interrompendo la sua attività sportiva. Iniziò così un periodo dove l’attività calcistica certaldese fu praticata solo da piccole squadre amatoriali che si incontravano con altre squadre dei paesi limitrofi. Dopo il passaggio del fonte di liberazione nel 1944, il calcio riprese vigore grazie ai giovani che organizzavano tornei con gli alleati che erano di passaggio nel paese. Ma è dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale che il calcio organizzato riprende la sua attività e seguendo l’onda degli entusiasmi politici che nacquero 2 squadre di ideali contrapposti: la Dinamo con maglia bianca e stella rossa sul petto, la Barnino con la maglia bianco-nera. Ma la divisione durò solo un anno perché la stagione successiva fu sancita la fusione dei due sodalizi e nacque così l’Associazione Sportiva Certaldo che assunse i colori viola uguali a quelli della Fiorentina. Il primo presidente fu Egidio Ciardi, gestore della vetreria di Certaldo e l’atto della nascita fu redatto dal maestro elementare Casimiro Poli. La squadra venne iscritta al campionato regionale di Prima Divisione ed il campo da gioco trasferito nella sua sede attuale di Via Don Minzoni. La zona prescelta era ancora disastrata dai bombardamenti e fu solo grazie all’aiuto dei tanti appassionati che fu spianato il terreno per poterci fare un campo da gioco. Agli inizi degli anni ’60 venne interamente ricostruito e rifatto il terreno di gioco che attualmente vede ancora impegnati gli atleti orgogliosi di poter indossare la maglia viola dell’Asd Calcio Certaldo.
Il resto è nuovamente storia, con tanti campioni che sono passati da Certaldo: chi da giocatore è diventato allenatore, come Leonardo Semplici adesso mister della Spal, oppure Paolo Indiani, salito fino alla Lega Pro e sfiorato la serie B con il Perugia di Gaucci e un concittadino da sempre vicino alla squadra come Luciano Spalletti. Il punto più alto della sua storia il Certaldo lo ha toccato nell'Interregionale, di fronte a uno stadio gremito ogni domenica. Quel Comunale che oggi è il fortino dei viola che stanno nuovamente riscaldando il cuore di tanti appassionati. Viola, come quel colore che ricorda una Fiorentina, rinnovata nella presidenza, con la gestione del presidente Massimo Boschini. —
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