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Mattei, il moto perpetuo che giocava con Baggio Ora lavora e...soffre per l’Atletico Etruria
LIVORNO. Dunga, Roberto Baggio, Borgonovo, Balbo, Sensini. Non capita a tutti di dividere lo spogliatoio con questi mostri sacri. Luca Mattei, livornese, classe 1964, ha avuto questo onore, e se l'è meritato tutto. Centrocampista di fosforo e gamba, che ha precorso il modello del giocatore universale. 345 partite tra serie A, B e C con 15 gol, tanta esperienza ai massimi livelli che adesso Mattei, giunto alla boa dei 55 anni, vuole trasferire nell'Atletico Etruria di cui è diventato dirigente. Una parabola, quella di Mattei, iniziata nel 1982, alla Cerretese. Un talento che non poteva essere ignorato dai talent scout, e infatti arriva la chiamata del Varese, dove resta tre stagioni, e poi quella del Como. Nel 1988-89 il grande salto, la chiamata della Fiorentina che si gode i numeri del ventiduenne Roberto Baggio: una stagione da 28 presemze, al termine della quale Mattei si trasferisce a Udine, forse il suo amore calcistico più grande. Sono gli anni dei grandi argentini Balbo e Sensini, e Mattei qui trova l'America, sotto forma di quattro stagioni da 132 presenze e 13 reti.Poi, lenta, la parabola discendente. Una stagione a Pisa, un'altra nella Juve Stabia prima di scendere, a 31 anni, nei dilettanti. Oggi Mattei, l'uomo che giocava con Baggio e Balbo, è tornato a respirare l'aria pungente dell'erba con l'Atletico Etruria, squadra che paretecipa al campionato di Promozione. Perchè alla passione, e al pallone, non si comanda. —
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