Sicurezza
«La Var esiste, consultatela» E si pensa al video per gli allenatori
ROMA. «Il tema della Var è Roma-Borussia di giovedì scorso. Dopo quel rigore sconcertante assegnato controi i giallorossi dall'arbitro chi è che non vuole più la Var? Poi che si possa migliorare è chiaro, ma il sistema nel complesso funziona ed è stato utile. Ha raggiunto il suo obiettivo, che è aiutare i direttori di gara: che però secondo i calciatori la devono usare di più». Il presidente dell'Aic, Damiano Tommasi, non ha dubbi sulla bontà dell'introduzione della tecnologia, nonostante le polemiche che sistematicamente nascono sulla sua gestione.
«Ci sono tantissimi casi e dinamiche, arbitri diversi con percezione dei fatti diversa per cui non è semplice, ma si può fare sempre meglio perfezionando e preparandosi, e già un anno fa avevamo chiesto al designatore Nicola Rizzoli di andare a rivedere gli episodi il più possibile, anche se c'è il problema dei tempi della partite». Il n.1 dell'Aic non si sbilancia sull' ipotesi di arrivare al “challenge”, perche a suo dire «ci sarebbero tante situazioni da regolare con nuove norme».
Dopo il tennis, che lo prevede da tempo, da questa stagione la Nba ha introdotto la possibilità per un allenatore di chiedere di controllare un episodio anche se una sola volta a partita. Uno dei primi casi è avvenuto la scorsa notte: il tecnico di Portland ha chiesto di vedere il replay durante il match con Dallas e gli arbitri hanno cambiato in suo favore la decisione determinandone la vittoria. «Ora la Var può intervenire solo in determinati casi, ben circoscritti - afferma Tommasi -, in caso di challenge si potrebbe pensare di arrivare a gestire anche altre situazioni di gioco, come il fallo laterale o il corner, episodi da cui magari scaturiscono azioni decisive. Invitiamo l'arbitro ad andare più spesso a rivedere ma così ad alcuni sembra che il direttore di gara non abbia personalità o si faccia condizionare, posto poi che certi episodi si percepiscono e comprendono magari meglio dal campo». —
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