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IL PRATESE DOPO IL TRIONFO IRIDATO 

Dalla Porta entra un sogno «E’ l’obiettivo della mia vita In Moto2 per la conferma»

Dalla Porta entra un sogno «E’ l’obiettivo della mia vita In Moto2 per la conferma»

«Ho iniziato a capire bene la moto, e da lì ho svoltato. Dedico questa gioia alla nonna, scomparsa da poco: ha sempre creduto in me. E sono fiero del mio accento toscano...»

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MONTEMURLO (PRATO). Da Montemurlo al mondo. Quante cose sono cambiate per Lorenzo Dalla Porta, ragazzino cresciuto con la velocità nel sangue. Che da domenica è campione del mondo della Moto3, categoria dove un pilota italiano non vinceva da una vita, e ora può guardare al futuro con occhi diversi.

«Dalla gara di Misano dello scorso anno abbiamo trovato un certo feeling con la squadra. Io ho cominciato a capire meglio la moto e il team ha cominciato a capire meglio quello che volevo da loro», ha spiegato Lorenzo, il giorno dopo la vittoria più bella della sua vita in sella a una Honda del team Leopard.

Il pratese ha voluto ricordare come solo poco più di un anno fa nel Gran Premio di San Marino aveva ottenuto la sua prima vittoria in carriera e oggi invece sta festeggiando la conquista del mondiale: «È tanta roba, ancora non ci credo - ha proseguito Dalla Porta - è difficile spiegare il mio stato d'animo, quando si realizza il sogno della tua vita per cui hai sempre lottato è veramente qualcosa di incredibile».

Poi il pilota toscano ha ribadito la dedica al padre che lo sempre seguito e alla sua nonna scomparsa qualche settimana fa: «Lei ha sempre creduto in me, il mio numero di gara, il 48, era il suo anno di nascita e questa vittoria è per lei». Lo sguardo è già al futuro, nonostante manchino ancora due gare al termine di questa stagione davvero indimenticabile: «Il prossimo anno andrò a correre nella categoria Moto2, vincere il mondiale è miglior biglietto da visita per salire di categoria».

L'ultimo pensiero è l'abbraccio alla sua terra: «Sono orgoglioso di essere toscano - haconcluso Lorenzo - Il mio accento si nota e mi fa piacere che si senta nelle interviste. Noi siamo toscani e dobbiamo farlo sentire». —

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di Redazione web