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Immobile brucia una bella Fiorentina Non basta Chiesa

Guido Fiorini
Immobile brucia una bella Fiorentina Non basta Chiesa

Nel finale la rete di testa del centravanti, proteste per un fallo precedente di Lukaku non fischiato

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FIRENZE. Passa la Lazio a Firenze, al termine di una partita ben giocata da entrambe le formazioni. Succede tutto nel finale: prima segna Immobile, lasciato solo a centro area. E non mancheranno le polemiche, per un fallo di Lukaku a inizio dell’azione. Poi, nel finale, il rigore di Caicedo, parato.

Ancora confermata, per la settima gara di fila, la formazione da Vincenzo Montella: un 3-5-2 con il tandem d'attacco Chiesa-Ribery, Pulgar e Castrovilli a centrocampo insieme a Badelj. Non cambia nemmeno la difesa: spazio a Milenkovic, Pezzella e Caceres.

Dall’altra parte la Lazio in campo con lo stesso modulo: Simone Inzaghi, rispetto alla sconfitta in Europa League al Celtic Park, rilancia dall'inizio Patric, Radu, Luis Alberto e Lulic oltre a Immobile schierato in attacco insieme a Correa.

E, spinta dall’entusiasmo del Franchi, tanti gli applausi per Commisso, la Viola parte forte e con Ribery e Castrovilli conclude due volte in porta nei primi sei minuti. Poi la Lazio alza il baricentro, Inzaghi stringe la marcatura su Pulgar , troppo libero all’inizio, e i biancocelesti piano piano conquistano campo. E subito reclamano per una spinta di Caceres in area su Lazzari: l’arbitro Guida lascia correre. Poco dopo (18’) Immobile segna, ma è in fuorigioco. Passano tre minuti e stavolta è Correa a segnare, su assist di Immobile. Il guardalinee alza la bandierina, ma il Var dice che la rete è regolare, questione di un piede. Un attimo dopo Dragowski salva, ancora su Correa. La Fiorentina gioca bene, ma la difesa balla.

Avere i campioni in squadra, però, fa la differenza. E così alla Fiorentina bastano 7 minuti per pareggiare. L’invenzione è di Ribery che mette Chiesa nelle condizioni di battere a rete. Strakosha non ci arriva (28’). Però nel finale di tempo Montella perde Caceres, problema muscolare, al suo posto dentro il giovane (1999) Luca Ranieri. La politica viola quest’anno è questa.

Nessun cambio a inizio ripresa. La Lazio macina gioco, ma senza troppo ordine, la Fiorentina riparte di rimessa. La partita è comunque piacevole.

Inzaghi dopo dieci minuti cambia: fuori un anonimo Milinkovic-Savic, ad anni luce dalle sue prestazioni migliori, dentro Parolo. Dall’altra parte secondo cambio obbligato per Vincenzo Montella: anche Lirola ha un problema fisico, entra Sottil, un altro classe 1999. E nella Lazio ecco anche Jordan Lukaku, fratello del centravanti dell’Inter, al rientro dopo l’operazione al ginocchio. Ora è la Lazio a spingere, ma la Viola fa male in contropiede. E la palla passa sempre per i piedi di Ribery, “vecchietto” in splendida forma in una squadra di ragazzini. Montella, però, sceglie di toglierlo per dare 15 minuti a Boateng: il francese esce fra gli applausi, ma non gradisce il cambio. Le squadre sono ora più lunghe, ma anche meno lucide, gli errori fioccano da una parte e dall’altra. Ci provano Luis Alberto, gran partita la sua, e un concreto Castrovilli, para Strakosha. E quando pare che la partita debba finire in pareggio, ecco lo squillo di Immobile, su cross millimetrico di Lukaku (89’). Il centravanti è troppo solo in mezzo all’area e può centrare l’angolino dove Dragowski non può arrivare. La Fiorentina protesta per un fallo precedente, ma il Var conferma. E nel recupero c’è anche un rigore per la Lazio: mano di Ranieri che, già ammonito, viene espulso. Batte Caicedo e para Dragowski (97’). —

Guido Fiorini



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